Speciale VACANZE di NATALE 2022-’23

Ecco un po’ di proposte per il periodo natalizio.. da non dimenticare che è sempre possibile regalare un’esperienza con la guida a chi desideriamo! Per le altre attività programmate si veda il calendario inverno 2023

26/12 Ice for children

Uscita di mezza giornata dedicata alla conoscenza della montagna invernale da parte dei più giovani. E’ infatti riservata a ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni con una buona preparazione fisica.

Dove: Molise o Abruzzo (in base alle condizioni nivo/meteo)
Materiale: fornito (piccozza e ramponi)
Costo: 70 euro/persona (min 3 max 5 persone)
Durata: mattina fino ad ora di pranzo

3/1 Ice & Rock

Uscita che unisce due mondi apparentemente distanti ma in fin dei conti si tratta dello stesso gesto. Quindi arrampicata con piccozza e ramponi la mattina e nel pomeriggio via di più tiri su roccia!

Dove: Molise, Campitello Matese e Rocca di Oratino
Materiale: eventualmente fornito
Costo: 100 euro/persona (3 persone)
Durata: intera giornata

4/1 Rock & Sea

Via di più tiri a picco sul mare! E’ necessario saper arrampicare su vie in falesia da secondi di 5b/c ed avere una buona confidenza con vuoto ed esposizione.

Dove: Lazio, Gaeta
Materiale: fornito
Costo: 140 euro/persona (2 persone)
Durata: mattina fino al primo pomeriggio

6/1 Esperienza con piccozza e ramponi

Per chi volesse avvicinarsi per la prima volta all’uso di piccozza e ramponi, questa è l’occasione buona. All’interno di una facile gita sarà mostrato l’uso di piccozza e ramponi con le varie tecniche (“cramponage”)

Dove: Molise o Abruzzo (in base alle condizioni nivo/meteo)
Materiale: fornito (piccozza e ramponi)
Costo: 80 euro/persona (min 4 max 6 persone)
Durata: mattina fino al primo pomeriggio

7/1 Mixing at the moonlight!

Esperienza di salita di una via di misto ma… al chiaro di luna! Necessaria una minima esperienza pregressa nell’uso di piccozza e ramponi su terreno classico.

Dove: Molise
Materiale: personale, compreso di lampada frontale
Costo: 170 euro/persona (2 persone max)
Durata: serata fino alle 22:00 circa

Share

Falesia trad “Km 37”, Crognaleto (Teramo)

“La apro o non la apro?” “Vale o non vale la pena?” “E se è tutto lavoro perso?” Queste le domande che mi hanno accompagnato durante la mia passeggiata sotto quella che è diventata la prima falesia trad su arenaria in Abruzzo. Non mi interessa tanto il “prima.. o primo a fare..”, perché oggi sembra che bisogna sempre essere primi in qualcosa. Quello che mi interessa di più è creare qualcosa di interessante, per me e per gli altri. Magari qualcosa che non sia così scontato e che abbia insito un aspetto di novità che lo renda accattivante. 

Leonardo su “Houston..abbiamo un problema” 6c trad

La falesia “Km 37” miscela arenaria e scalata trad, questo già credo sia sufficiente per dare quel tocco di particolarità che possa stuzzicare le menti più curiose. Ci troviamo in una delle zone più affascinanti della montagna teramana, la Val Vomano. Durante una delle mie passeggiate alla ricerca di un luogo dove poter praticare del trad mi sono imbattuto in questa fascia rocciosa, a dire il vero anche abbastanza lunga ma anche bassa. Lo sviluppo verticale non supera i 10 m e da questo i miei dubbi. Alla fine ho rotto l’indecisione ed affiancato da Simone “Zeta” Saccomandi, in una giornata incerta in quota, abbiamo aperto le prime quattro linee.

Simone “Z” in apertura su “Misto lana”

Intanto avanzava già l’autunno e la valle mi ha accolto con colori sempre più incantevoli: le giornate trascorse spesso da solo a pulire le linee sono state sempre giornate immerse in un’atmosfera stupenda ed appartata. Anche se la strada SS80 del Gran Sasso scorre a due passi dal sito che è però del tutto isolato da questa. 

I primi nomi..

Al termine dei lavori ne sono uscite fuori 12 linee di trad o clean climbing (ci sono solo le soste attrezzate) dal 5a al 7a dove, a dispetto dello sviluppo, la scalata non è mai banale; le fessure sono spesso nette ed offrono ottimi piazzamenti per i friend.

Leonardo su “Seasons end” 6c trad

Insomma credo (e crediamo insieme a chi mi ha affiancato) che possa essere un buon luogo per trascorrere giornate fuori dai soliti schemi, in ambiente top e con un avvicinamento davvero ridicolo (circa un minuto). Per i dettagli si rimanda alla scheda tecnica.

La stupenda fessura aggettante di “Phantom of the opera” 7a trad

km 37 trad

Leonardo su “Seasons end” 6c trad

Ringraziamenti

Un grande grazie va a Simone “Zeta” Saccomandi ed Alessio Nunziata per avermi affiancato in un paio di splendide giornate; grazie a Matteo e Leonardo con cui ho salito tutti i tiri, trascorrendo altrettante giornate epiche. Infine, visto che lavoro e materiale sono stati totalmente autofinanziati da me, grazie ancora a chi crede da anni nel mio lavoro e, soprattutto, nella mia passione: Climbing Technology e Campo Base Outdoor Roma.

Riccardo Quaranta Guida Alpina

TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©

VAI ALLA SCHEDA TECNICA

Share

News Falesia “Casale”, Oratino (CB)

E’ tempo ormai di scrivere un resoconto dei lavori che hanno riguardato la falesia “Casale” ad Oratino, dal tempo dell’uscita della guida “Molise Rock” ad oggi. Si tratta quindi di una serie di informazioni che non troverete nella guida perché successive alla sua uscita; pertanto spero possano essere di integrazione a quelle contenute nel lavoro cartaceo.

Settore “Alveari”

Partendo dall’estremo margine sinistro sono state aperte tre vie trad (si veda figura).

Nuove vie trad settore “Alveari”, Oratino

Per la salita di queste sono sufficienti una serie di friend dallo 0,5 al 2 BD ed una scelta di dadi medio-piccoli (in particolare per “L’esercito sul pianerottolo”. Tutte le vie hanno sosta attrezzata a fix o resinati ed hanno una buona proteggibilità (R1)

 

Settore “Felce Azzurra”

Tra il settore “Alveari ed il settore “Orizzonti Perduti” è stato iniziato un lavoro di pulizia e sistemazione della base in occasione dell’apertura della prima via a più tiri della falesia, “Felce Azzurra” di cui riporta tracciato e relazione.

Il tracciato di “Felce Azzurra”

 

Settore “Orizzonti Perduti”

Un gran lavoro di restyling ha riguardato diversi itinerari presenti in questo settore. Partendo da un lavoro di pulizia alla base che ha reso il muro ben più solare ed accogliente. Passando alle vie ecco l’elenco delle novità

I nuovi tiri del settore “Orizzonti Perduti”

  • “Tramonto occidentale” ha una nuova sosta omologata inox 316L
  • “Sud afternoon”, richiodata a fittoni resinati e più vicini rispetto alla versione originale
  • “Orizzonti perduti”, lavoro di consolidamento su un masso nei pressi del passo chiave, aggiunta di un fittone in uscita e sosta nuova in acciaio inox 316L
  • “Campane tibetane”, totalmente richiodata a fittoni inox, allungata di 4-5m e sosta nuova omologata inox
  • “Buetterfly on a wheel” nuovo tiro trad che vale 6b; corre alla destra di “Regalo di un padre” e finisce sulla catena di “Campane tibetane”. Nel camino tenersi assolutamente a sx perché sull’altro lato la roccia è rotta
  • “Colazione da Tiffany” allungata con sosta nuova (in comune con “I giardini dell’Eden”)
  • “Le torri gemelle”, richiodata a fittoni resinati inox e distanze ottimizzate, sosta inox nuova
  • “November rain”, nuovo tiro sportivo a dx della precedente, 6a+ (novembre 2021)

Ringrazio al solito i miei supporter Climbing Technology, Campo Base Outdoor Roma e Sacchetto per l’aiuto sul campo.

Riccardo Quaranta – Guida Alpina

Meteo solare in apertura su “Felce Azzurra”!!

Share

Stage di arrampicata in Sardegna – Ottobre 2022

Settembre ed ottobre sono senza dubbio tra i mesi migliori per visitare e scalare in Sardegna. Così anche quest’anno torna l’appuntamento con una settimana dedicata alla roccia, al mare, al cielo della costa occidentale sarda. Puoi consultare il programma cliccando qui

Qui un breve video amatoriale con immagini del viaggio del 2021…

Share

“WILD CHILD” Nuova via alla Rocca di Oratino

“Wild Child” è la seconda via della trilogia iniziata con “Moonchild” alla Rocca di Oratino, saga dedicata a tutti gli scalatori che in fondo si sentono ancora dei ragazzi (per la terza bisognerà aspettare l’autunno..)

Correva l’aprile del 2020 e magari qualcuno ricorda che l’Italia era sotto l’assedio del virus più famoso, credo di non  sbagliare, della storia moderna. Periodo quindi di lock-down, tutti a casa e non sia mai a farsi trovare in strada a correre o a raccogliere asparagi nei boschi. Verbale subito e dritti a casa. Beh, oggi forse sorridiamo, ma in quei giorni probabilmente un po’ meno… il clima non era certo dei migliori. Che poi io pensavo, da amante in generale delle attività outdoor, “ma non sarebbe meglio dire invece che tutti a casa, tutti fuori, basta che non siate a casa?”. Perché era anche il tempo in cui sotto un’abitazione di 50 mq vedevo anche 5-6 automobili..alla faccia del divieto di assembramenti!! 

Forte e convinto di questa mia idea decisi che quel chiodo in lontananza che avevo visto aprendo “Moonchild” dovevo andarlo a prendere, sicuramente era una via storica, aperta negli anni 80’ dal gruppo del soccorso alpino della Guardia di Finanza. Quindi mi armai di tutto e da solo, in auto-sicura raggiunsi quella che era solo una piantina tremendamente simile ad un chiodo da roccia. A quel punto, mi dissi “che fai, non prosegui la via?” La risposta è nella relazione che trovate allegata a queste quattro chiacchiere. Tornai il giorno seguente e nacque “Wild Child”, omaggio ai W.A.S.P. che mi hanno tenuto compagnia nelle cuffie durante il sali scendi della salita auto-assicurata. 

La via è stata aperta in libera, adoperando chiodi o protezioni mobili per appendersi e piantare i fix. Sono servite un paio di giornate di pulizia per rendere la via scalabile con piacere, non tanto per la roccia (che è sempre da buona ad ottima) ma per i cuscini di muschio-terra presenti su alcuni tratti. E’ caratterizzata vari stili di scalata, dalla placca, ai diedri alle fessure.. insomma non ci si annoia mai e si sale sempre su difficoltà contenute. E’ comunque un itinerario da integrare e richiede quindi buona padronanza delle tecniche alpinistiche. Si sviluppa quasi totalmente sul versante N, quindi è praticabile anche in estate.  

Un altro tassello nell’offerta di divertimento e scalata nell’area del borgo di Oratino, che spero possa raccogliere il favore dei ripetitori. 

Riccardo Quaranta – Guida Alpina

Grazie a Climbing Technology ed a Campo Base Outdoor Roma per il supporto!

 

“WILD CHILD”  Parete NE Rocca di Oratino, Oratino (CB)

85 m circa, 6a max, 6a obb. , RS1, I

Aperta in libera auto-assicurato dal basso da Riccardo Quaranta il 30/4/2020. Prima RP R. Quaranta e Fabio Madonna il 8/6/2022.

ACCESSO

Come per la falesia “La Rocca”

AVVICINAMENTO 

Si costeggiano degli scavi archeologici, tralasciando il sentiero che sale  alla torre, poi per ampia mulattiera in discesa si perviene ad un casolare in pietra. Si prende una traccia di sentiero alle sue spalle, traccia che costeggia la parete E della “morgia”. In leggera discesa si perviene all’ampia parete N dove ci sono una serie di vie sportive monotiro (falesia “La Rocca”). Si percorre la base di tale settore raggiungendo il suo estremo margine dx. Prima degli ultimi due tiri sportivi c’è l’attacco della via, in comune con “Moonchild”.   

L1, 40m, 5c

Si attacca un’ampia fessura, si supera un tratto leggermente strapiombante (fix), accedendo ad una cengia un po’ terrosa. Si punta verso sx ad una rampa obliqua sormontata da uno strapiombo (ch), ancora in obliquo ad un grande masso (da non usare!). Si prosegue su placca verso sx (ch) poi ad un fix ancora a sx ed infine dritti per poi tornare a dx (vari fix). Si sosta su fix e clessidra. Attenzione agli attriti!

L2, 28m, 6a

Dalla S1 a dx quasi in orizzontale si affronta un passaggio delicato, si prende un piccolo diedro rampa (cl) leggermente verso sx, giungendo sotto un piccolo tetto (fix) Lo si raggiunge e si traversa a dx (friend) verso il bordo. Si continua lungo la rampa ascendente a dx (vari fix non vicinissimi) finché non muore sotto un piccolo sgrottamento. Da qui dritti nel diedrino soprastante (fix) ad una facile placca, ancora dritti in direzione di una zona di diedri strapiombanti. Sosta su singolo fix da 12mm.

L3, 15m, 5b

Dalla S2 brevemente in placca e poi ad attaccare una bella fessura obliqua da sx a dx (friend), sulla porzione superiore di un tettino. La si segue verso dx (esposto ma facile) fino allo spigolo ed infine dritti per via intuitiva fino in cima. Sosta su spuntone da attrezzare. 

DISCESA

A piedi. Si percorre la cresta verso S, passaggi di II e III, fino alla torre medioevale (15’), da questa con breve sentiero (5’) nuovamente al parcheggio.

MATERIALE

n.d.a., serie di friend dallo 0.3 al 3 misure BD, scelta di dadi medi, 10 rinvii, fettucce e cordini per ridurre gli attriti.

Share

“Senjutsu” FA – Morgia delle Lame, Celenza sul Trigno

Quando ho iniziato ad arrampicare lo facevo per superare i miei limiti, fisici e mentali. Oggi lo faccio per sentirmi vivo. 

Posso riassumere così la visone attuale di una passione che mi accompagna da quasi 25 anni. Un tempo lungo a cui guardo con intima gioia quando mi capita di voltarmi indietro ad osservare il mio cammino. Oggi la mera difficoltà di una salita ha per me un significato ed un valore tutto sommato contenuti.. da anni ho capito che per conservare l’entusiasmo della scalata ho bisogno di qualcosa di più di un numeretto ed una lettera. Ho bisogno di sentirmi vivo. Ho bisogno che quella via, che quel percorso, quella sequenza richiedano il mio massimo impegno mentale; ho bisogno di sapere che potrebbe non andare tutto per il verso giusto e che è meglio se indosso una spessa corazza. La scalata su ghiaccio/misto e l’arrampicata “trad” sono attualmente i terreni che maggiormente alimentano la mia visone di scalata, la voglia di sentirmi vivo, che potrebbe tradursi con il provare ancora emozioni esattamente come la prima volta in cui ho indossato un imbraco ed ho provato a scalare. 

Fine lavori, si decide il nome..

Allora mi torna in mente una linea intuita proprio durante un corso di arrampicata “trad”… mi capita spesso di collegare stati di desiderio con idee archiviate nella mia testa, in cassetti da aprire al momento opportuno. Il momento è arrivato. Siamo nella falesia di Celenza sul Trigno, in Abruzzo ma tanto vicina al confine con il Molise. Luogo che ho contribuito a salvare da un dimenticatoio assolutamente immeritato, visto il fascino e l’unicità della scalata che qui si pratica. Si sale su arenaria di un marrone scuro, su muri a tacche o lunghe fessure diagonali, con vie generalmente lunghe dai 20m in su. Per la sua natura la roccia non brilla a solidità: il problema principale è la tendenza a sfogliarsi; pertanto l’apertura di vie (se si vuole fare un bel lavoro) è preceduto da un lungo iter di pulizia e test delle tacche rimaste. Oppure, sugli itinerari più difficili, di consolidamento delle prese per poter conservare un minimo di appigli su tutte le sezioni. Insomma una fatica non da poco, ma vi assicuro che il risultato finale ripaga del tutto, almeno ha ripagato le lunghe giornate trascorse da solo appeso alla corda. 

Così decido ad aprile 2022 di tirare fuori dal cassetto quell’idea, di andare a vedere se davvero c’era tutto per potere aprire una nuova linea trad alla destra di “Mickey Mouse”, bellissimo 6a+ sportivo di fessura. Ne approfitto prima di tutto per aprire una variante a quest’ultima, un tiro che prosegue sulla fessura diagonale a dx e porta ad una sosta che sarà quella della futura “Senjutsu”. Mi calo con una certa emozione, nella parte alta le prese e qualcosa per proteggersi c’è ma ricordavo che i dubbi erano concentrati nei primi 6-8 metri da terra. Ultimo buco buono per piazzare qualcosa, continuo a scendere con gli occhi avidi di qualche fessurina o buchetto che rompa la continuità di sole microtacche.. “Eccole!!!!” due micro fessure lunghe ognuna 2-3 cm… meglio di niente penso… beh affare fatto! Posso iniziare a pulire ma soprattutto a segnare tutte le tacche che hanno bisogno di essere resinate per non andare via alla prima trazione. Un lavoro lunghissimo che mi impegnerà per due giornate. Ma alla fine “Senjutsu” è pronta e posso finalmente provare a farci un giro autoassicurato con la corda dall’alto. 

La via si divide sostanzialmente in 3 parti. La prima super tecnica di piedi e micro tacche con protezioni abbastanza aleatorie dove bisogna restare sempre lucidi e precisi. La seconda, sotto un piccolo bombè, contiene il passaggio chiave, protetto da una micro clessidra di 1 cm, un boulder in cui incastro di dita e Dulfer si amalgamano alla perfezione per alzare a sufficienza il numero di battiti del cuore. Infine una terza sezione in cui le difficoltà diminuiscono ma le protezioni sono davvero lontane (7-8 metri). 

Il primo giro in cui cadrò a metà

Bene ora bisogna cercare un giorno in cui non lavori e qualcuno che abbia voglia di venire con me alla Morgia delle Lame per provare finalmente la via. Ho il piacere di incastrare qualche giorno di ferie con quelle degli amici di sempre. Ci sono Laura ed Agnese, Sacchetto e la crew pugliese capitanata da Niko… insomma un bel gruppo per festeggiare Pasquetta e magari qualche bel brivido verticale. Porto con me anche un paio di crash pad per eventuali voli a terra, premio di consolazione per le mie caviglie. I giorni precedenti ho ordinato anche un friend 1 della Wild Country, l’unico che entra in una delle due micro fessure. Faccio un giro da due per vedere che protezioni portarmi e memorizzare dove piazzare cosa. Aspetto che la parete entri in ombra e parto ma proprio al passo chiave volo perché un appoggio si rompe…un urlo ma la micro clessidra tiene, per fortuna. Torno a terra, dovrò aspettare una mezz’ora per tentare nuovamente; non mi sento stanco fisicamente ma sento che metà della mia testa se ne è già andata. Allora faccio un giro sotto la falesia, è bello vederla popolata di tante ragazzi e ragazze in una giornata spettacolare di primavera, tanti puntini colorati che animano il marrone dei lisci muri della Morgia. 

Secondo tentativo, quello giusto!

Ma “Senjutsu” è lì a guardarmi, severa e affascinante allo stesso tempo ed è ora di tornare a fare i conti con le mie paure, con la strategia del combattimento.

C’è un leggero vento freddo, la parete è ormai in ombra piena. Chiedo a Sacchetto se ha voglia di farmi sicura nuovamente.. si prepara a gestire le mezze corde.. ormai abbiamo vissuto tante belle e forti esperienze insieme, so che è una sicurezza. Parto, mi accompagna solo il vento, le dita sono fredde e cerco di scaldarle stringendo e aprendo i pugni. Supero la prima parte abbastanza agevolmente, forse la cosa più difficile è stata piazzare la terza protezione perché il buco serve anche come presa, l’unica presa. Sono al passaggio. Recupero un po’ e parto, via senza indugio; sento le dita incastrarsi, seppur con dolore, avverto che sono solide nella fessurina verticale. Via allora con la Dulfer atletica ad approdare al buco ottimo dove posso tornare ad allargare i piedi e cercare di riposare un po’. Mi proteggo con un eccentrico e cerco di recuperare un braccio alla volta. Un piede inizia a tremare: capisco che è ora di lasciare il riposo e terminare il viaggio. Un ultimo passo tecnico verso sinistra e sono alla presa buona di uscita. Mi aspettano altri 6-7 metri facili sotto la catena ma non devo rilassarmi.. l’ultima protezione è chilometricamente distante. Resto concentrato ed infine la catena: un urlo che viene fuori forte dal mio cuore, un misto di gioia ed emozione che solo chi scala può provare. Sono commosso: tanto lavoro, tanta dedizione, tanta paura hanno trovato finalmente uno scopo. A terra abbraccio Sakky, Niko, Laura: in silenzio o con parole di incitamento mi hanno accompagnato lungo tutta la salita. 

Quasi in catena

Una giornata stupenda per duellare con le mie paure e sentirmi ancora VIVO. 

GRAZIE ad Antonio, Nico, Laura, Agnese e tutta la crew pugliese!

“SENJUTSU” 22m, 7a+ TRAD, R2/3. Aperta da R. Quaranta il 8 e 9 aprile 2022. FA R. Quaranta il 18/4/22. Falesia “Morgia delle Lame”, Celenza sul Trigno (CH).

Tutte le info sulla falesia su “Molise rock” Ed. Versante Sud, anche in formato digitale.

Il video uncut della salita:

Share

ROCK CLIMBING DAY!

SABATO 26 MARZO 2022 – MOLISE

Giornata di arrampicata su roccia dedicata a chi è alla PRIMA ESPERIENZA ed a chi ha iniziato da poco e volesse migliorare la propria tecnica affiancato da una Guida Alpina e da istruttori di arrampicata. La giornata è organizzata in collaborazione con ASD Orizzonti Verticali Campobasso.

PROGRAMMA di MASSIMA

Ritrovo ore 10:00 e trasferimento in falesia; la località sarà scelta in base alle condizioni meteo e comunicata ai partecipanti in forma privata.

Gli allievi saranno divisi in piccoli gruppi di 2-3 persone in  base al livello personale ed esperienza, seguiti da istruttori di arrampicata, sotto il coordinamento e la supervisione della Guida Alpina.

Le attività termineranno per le 17:00

Necessario abbigliamento da trekking (o comunque sportivo), zaino 20l min, colazione al sacco. Per chi avesse necessità sarà fornita l’attrezzatura tecnica necessaria (imbraco, casco, scarpette, ecc.)

ISCRIZIONI e COSTI

Le iscrizioni sono da effettuarsi entro il 20/3 mediante il versamento della quota che è di 50,00 euro. Le modalità saranno comunicate scrivendo una email a info@riccardoclimbing.com

 

Share

VIA “RADIO A GALENA” – PAN di ZUCCHERO – MASUA

Ci sono dei posti che non bisogna mancare: questo è uno di quelli.

Il breve video amatoriale descrive la nostra salita della via “Radio a Galena” sullo scoglio del Pan di Zucchero, piccolo isolotto posto davanti alla scogliera di Porto Flavia, Masua. Siamo nella costa sud-occidentale della Sardegna.

L’avvicinamento in barca, il fascino della piccola isola, la roccia perfetta, le difficoltà contenute, l’ambiente mozzafiato con vista su mare cristallino, la piccola e panoramica ferrata.. questi gli elementi che faranno parlare sempre di più di questa “gita”.

Per l’avvicinamento in gommone ci sono diversi operatori; io ho avuto il piacere di conoscere Matteo del Warung Beach Club che si è mostrato super disponibile, professionale e cordiale; è inoltre abituato a trasportare scalatori sull’isola, quindi siete in buone mani!

Qualche consiglio: attaccare la via dal mare oltre che non essere difficile aggiunge un pizzico di avventura in più (3-4 m di arrampicata in libera per arrivare alla S0, II/III max.). La via è al sole per gran parte della giornata…valutare temperatura e condizioni. Attrezzata a fittoni resinati in acciaio marino, non presenta particolari difficoltà obbligatorie. La roccia è sempre ottima. Sufficiente una corda da 50-60m e 10 rinvii. Dal termine della via in10′ di sentiero si è all’uscita del percorso ferrato; lo si imbocca e in 15′ si è nuovamente a livello del mare.

Buon divertimento e buona visione!

Riccardo Quaranta – Guida Alpina

 

 

Share

SPERONE FRANCHETTI – GRAN SASSO: nuova falesia di arrampicata

Quella della falesia dello “Sperone Franchetti” è una storia che inizia un po’ di tempo fa. Da anni transitavo spesso per lavoro al Rifugio Franchetti e altrettanto spesso mi capitava di commentare con clienti ed amici quanto sarebbe stato bello poter scalare lo sperone su cui l’edificio è posto. Un po’ sulla falsa riga dei tanti rifugi dell’arco alpino che hanno falesie o vie davvero a due passi. 

Immaginavo potersi svegliare la mattina, fare colazione e catapultarsi a scalare a due passi, immersi in un ambiente che non ha bisogno di presentazioni, una cornice divenuta iconica per tutto l’Appennino, dove è possibile contestualmente osservare il mare e cime che sfiorano i 3000 m. 

Finalmente questa idea è stata realizzata e dal cassetto si è trasferita sulla roccia. Il percorso non è stato rapido, tantomeno scontato. Incuriosito dalla mia idea, prima di tutto, ho avuto l’appoggio del presidente dell’ASD Respira Il Gran Sasso, Antonio Scipioni. Collaboro ormai da anni con tale realtà che si rivolge ai professionisti della montagna per divulgare la sua frequentazione attraverso corsi ed uscite. Ricordo le parole di Antonio che mi disse, sempre con il suo fare estremamente operativo e pragmatico “Ricca’ se te serve ‘na mano partecipiamo volentieri al progetto”. Aprire vie di stampo sportivo in un luogo del genere poneva tuttavia alcune problematiche, prima di tutto quella ambientale. Quindi da subito abbiamo concordato che l’iter dovesse essere quello stabilito dalle leggi vigenti sia a livello comunale che del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga. L’ASD RGS ha quindi fatto propria l’idea, finanziandola. Dopo esser stato redatto, il progetto ha seguito il regolare iter prima attraverso il Comune di Pietracamela e successivamente per il parere del Parco circa il disturbo che l’attività di arrampicata potesse arrecare alla fauna e flora presente. In quest’ultima fase un lavoro estremamente importante è stato svolto dal dott. Guido Morini (storico socio di RGS!!) che con passione e professionalità unica ha redatto lo studio di impatto ambientale, che tecnicamente si chiama “VINCA”. Ad un anno circa dalla presentazione dei documenti,  finalmente tutti i permessi sono stati rilasciati..siamo all’estate ormai agli sgoccioli, quella del 2021. 

Anche la fase operativa non è stata delle più banali, non fosse altro che non abbiamo potuto usufruire della cabinovia che da Prati di Tivo conduce alla “Madonnina”. Per dare alcuni numeri, solo il materiale d’armo pesava più di 30 kg., per non parlare di tutto il resto necessario ai lavori. 

Grazie al contributo sia di alcuni soci di RGS che di Simone “Zeta” Saccomandi, Leonardo, Antonio Patullo, abbiamo trasportato in quota tutto il necessario. I lavori sono potuti così iniziare, negli ultimi dieci giorni di agosto. Le giornate si sono svolte in maniera abbastanza intensa con lunghe permanenze in parete; in questo sono stato affiancato da Simone ed Antonio “Sacchetto” con cui ho condiviso la tracciatura e realizzazione di un po’ tutti gli itinerari. A supportarci energeticamente e moralmente ci ha pensato tutto lo staff del Rifugio Franchetti a cui ci siamo rivolti ogni qual volta cali glicemici o di idratazione (i famosi sali minerali..) si prospettavano all’orizzonte!

L’ultima “fatica” è stata il trasporto della bacheca descrittiva da valle fino al sentiero di accesso alla falesia: il merito va al solito gruppetto di RGS capitanati dal “Pres”. Per una giornata hanno indossato i panni di sherpa o muli (fate voi) terminando la missione con successo!  

Il sito di arrampicata attualmente conta 3 vie a più tiri (sviluppo 70m ciascuna) e 6 vie monotiro dai 20 ai 24m; le difficoltà sono contenute, 5c+ e 5a rispettivamente per le due tipologie. La chiodatura è ravvicinata a fittoni resinati inox della Vertical Evolution (con una particolare finitura mimetica per ridurre l’impatto visivo), le soste sono tutte con due punti collegati da catena (tranne sulla S1 di Bandiera Bianca). 

Il progetto si aggiunge al progetto Trad Climbing Flames (arrampicata trad alle Fiamme di Pietra) del 2019 e quello di ristrutturazione dei Diedri Lucchesi del 2020

La speranza è quella di aver dato un’opportunità di divertimento, crescita e lavoro a chiunque volesse coglierla.

I miei ringraziamenti personali:

ASD Respira Il Gran Sasso

Rifugio Franchetti (tutto lo staff)

Ente Parco Nazionale Gran Sasso – Monti della Laga

Comune di Pietracamela

Simone “Zeta” Saccomandi, Antonio “Sacchetto” Patullo, Guido Morini, Maura Bonaduce

Antonacci srl Campobasso per il supporto tecnico

Chi mi affianca tutti i giorni: Climbing TechnologyCampo Base Outdoor RomaGarmont

 

Riccardo Quaranta – Guida Alpina del Collegio Abruzzo

SCHEDA TECNICA e RELAZIONE VIE

Share

SPERONE FRANCHETTI – RELAZIONI

 

Settore multipitch
Nome Lunghezza Difficoltà
1) Lo psicanalista 72m L1: 25m L2: 20m L3: 27m L1: 5a+  L2: 4c L3: 5c+
2) Diretta al Franchetti 70 m L1: 20m, L2: 25m, L3: 25m  L1: 5c  L2: 5b   L3: 4c
3) Bandiera bianca 70 m L1: 25m L2: 20m L3: 25m L1: 5a  L2: 5a   L3: 5b+
Settore monotiri
1) Zen 22 m 4c
2) Glicemia portami via 22 m 5a
3) Muffin 20 m 4b
4) Sintomi pasturali 22 m 4c
5) La canzone dei vecchi amanti 23 m  4c
6) Citrone volante 20 m 4c

ACCESSO Dall’arrivo della cabinovia che da Prati di Tivo collega “La Madonnina”, seguire le indicazioni per il rifugio Franchetti. Superare un breve tratto attrezzato, continuare a salire fino ad arrivare in vista dello sperone. All’altezza di un tornante a dx, in una zona pianeggiante, lasciare il sentiero e rintracciare la fila di ometti che in pochi minuti, passando accanto ad un cippo di cemento, conduce alla base del settore dei multipitch; 50’ dalla stazione de “La Madonnina” (o se la cabinovia non funziona 1 h e 30’ da loc.Cima Alta). Per il settore dei monotiri: dal settore multipitch costeggiare la parete verso dx (faccia a monte), prima scendendo un po’ di metri poi risalendo sul margine di una conca sassosa (5’).

MATERIALE NECESSARIO: 10 rinvii, corda singola da 50m sufficiente, casco. 

ESPOSIZIONE: NE per “Lo psicanalista”, N per le altre vie; il settore monotiri è esposto a NW. 

PERIODO IDEALE: estate, da evitare in giornate fredde. Generalmente riparato dal vento. 

NOTE: per limitare l’impatto visivo delle protezioni si sono adoperati fittoni resinati inox 304 con una superficie opaca, molto simile al colore della roccia. Ciò li rende poco visibili durante la progressione: cercateli attentamente prima di ingaggiarvi in pericolosi run-out!!!

1) “LO PSICANALISTA”, 72m, 5c max, S1 (S. Saccomandi – R. Quaranta, agosto 2021)

L1, 25m, 5a+

Si attacca in placca sul margine sx della parete, prima dritti poi a sx a cercare la roccia migliore. Sosta su resinati collegati.

L2, 20m, 4c

In obliquo a sx poi dritti ad affrontare un tratto più verticale ma ben ammanigliato e sostare sotto una pancia. sosta su resinati collegati.

L3, 27m, 5c+

Si affronta la pancia con un paio di passaggi di forza, la si supera e si prosegue via via su difficoltà minori. Sosta su resinati collegati.

Discesa: vedi “Diretta al Franchetti”

 

2) “DIRETTA AL FRANCHETTI”, 70m, 5c max, S1 (R. Quaranta – A. Patullo, agosto 2021)

L1, 20m, 5c+

Si attacca sulla verticale di una specie di nicchia erbosa, poi a sx in placca, quindi dritti (passo chiave). Continuare dritti su bellissima roccia ed infine deviare a dx verso la S1. Sosta su resinati collegati.

L2, 25m, 5b

Dalla S1 a sx, poi dritti ad una fessura; si perviene su una piccola cengia, quindi leggermente a dx ad affrontare un leggero strapiombo. Si affronta una solida placca fin sotto una pancia che si supera con arrampicata atletica, infine si sosta comodamente sulla sx. Sosta su resinati collegati.

L3, 25m, 4c

Dritti sopra la S2, si supera una vecchia sosta a chiodi, poi in costante leggero diagonale a dx si perviene a pochi passi dalla bandiera del rifugio. Sosta su resinati collegati.

Discesa: in doppia lungo la via o a piedi lungo il sentiero di accesso al rifugio. 

 

3) “BANDIERA BIANCA”, 70m, 5b+ max, S1 (R. Quaranta, agosto 2021)

L1, 25m, 5a

Prima in placca su roccia un po’ rotta che migliora lungo il tiro; si supera una zona più verticale e si sosta in una nicchia. Resinati da collegare. 

L2, 20m, 5a

In diagonale verso sx con arrampicata divertente su prese buone, poi dritti una bella fessura ed infine in obliquo a dx fin sotto un piccolo strapiombo. Sosta su resinati collegati

L3, 25m, 5b+

Dalla sosta leggermente a sx, poi dritti su placca verticale ed atletica; la si supera e poi si abbandona il canalino rimontando su bella roccia a sx fino alla S3.

Discesa: vedi “Diretta al Franchetti”

 

Share