“Quaranta giorni all’Alba” – Timpa di Porace, Parco del Pollino

TIMPA DI PORACE 1423 m – PARETE SO

 “Quaranta giorni all’Alba” 

Corrado prima del traverso di L2 (2024)

 

Il tempo vola e non ce ne accorgiamo, questo è il problema. Quando lo facciamo è tardi e non resta che il rimpianto. Quando ho interrogato con il classico “cerca” il mio hard disk ed è uscita la cartella con il nome “40_giorni_alba” (in classica sintesi informatica..) sono andato a vedere l’anno in cui era collocata..e quando ho letto “2015” quasi non ci volevo credere. “Sì sono trascorsi nove anni Riccà e la tua barba era ancora tutta nera..” mi sono risposto; sono rimasto quasi sconvolto, lo ammetto o semplicemente ho accusato il colpo. Quale? Di questa ruota inesorabile che gira e si chiama tempo e con essa le persone che incrociamo nelle nostre vite, i luoghi con cui entriamo in contatto, che diventano sempre parte del mio animo. Questi del racconto sono posti di una bellezza struggente che non possono non lasciare traccia negli animi sensibili. 

Timpa di Porace è uno dei luoghi dove si è sviluppato l’alpinismo in terra calabrese, meritandosi giustamente fama di luogo degno da visitare. Fosse anche per una semplice passeggiata non potrà non incantare. Così è stato per me quando le prime volte ho iniziato a ripetere le diverse vie di roccia presenti sulle sue pareti. Sia il lavoro che la semplice passione mi hanno portato in contatto con Luca, con il quale ho condiviso tante giornate di libertà ad esplorare e percorrere angoli sempre suggestivi. E’ stato proprio in occasione di una mia trasferta di lavoro che gli proposi di andare ad aprire una via proprio a Porace.. lui fu subito entusiasta e mi suggerì l’estremo margine destro della parete SO come possibile teatro d’azione. 

In quella splendida giornata di novembre del 2015 vivemmo le belle emozioni che si provano quando si salgono terreni vergini, con tutti i dubbi e le incognite che le aperture comportano ma che al contempo rappresentano anche il carburante per la nostra passione. Tutto andò bene e rimanemmo soddisfatti della linea tranne che del primo tiro, dove io scelsi una linea di fessure con roccia rotta e dall’arrampicata non entusiasmante. Quindi ci promettemmo di tornare insieme per cercare una linea che fosse più all’altezza del prosieguo, magari da aprire in occasione della prima ripetizione. 

Beh il primo a stentare a crederci sono stato proprio io quando ho scoperto che sarebbero dovuti trascorrere 9 anni per “rifinire” il lavoro. L’occasione si è presentata grazie a un giro lavorativo al sud ma anche la voglia di chiudere quel progetto è tornata a bussare alla mia porta. Questa volta accanto a me c’è Corrado che ha accettato di accompagnarmi anche sapendo che non sarebbe stata proprio una passeggiata. Luca, oggi marito e papà, non è potuto essere dei nostri, ma mi è stato accanto metaforicamente durante tutta la giornata. Il cerchio si è finalmente chiuso e sono contento di averlo fatto con due persone care per me. 

Spero questo piccolo itinerario possa aggiungersi ai tanti che meritano una visita in questo luogo. Di sicuro ha reso felici due giornate vissute all’insegna della libertà e della sana passione!

Riccardo Quaranta – Guida Alpina UIAGM

Grazie a Campo Base Outdoor RomaParbat Design per il supporto

Tracciato della via “Quaranta giorni all’alba” Timpa di Porace (CS)

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Canale “Cambiamenti Climatici” Anticima N Monte Miletto – Monti del Matese

Quella che si sta concludendo passerà alla storia come una delle peggiori stagioni invernali che l’Italia abbia vissuto. Ma il peggio potrebbe dover ancora arrivare, di questo sono purtroppo convinto; abbiamo superato il punto di non ritorno e il riscaldamento globale è una realtà sotto gli occhi di tutti. Nonostante ciò qualcuno continua ancora a negare dati oggettivamente ineludibili, negare stravolgimenti di temperature e precipitazioni modificate radicalmente nel solo giro di una decina di anni. Da amanti della montagna guardiamo cime spoglie e prati in quota aridi, dove solo pochi anni fa, nel medesimo periodo, il bianco la faceva da padrone. Usciamo dai nostri interessi, che siano essi di passione, di lavoro, o entrambi come nel caso di chi scrive; riflettiamo in modo globale, pensiamo che stiamo perdendo una delle risorse principali, l’acqua. Pensiamo che le future generazioni, ma già banalmente un adolescente attuale, non vedrà più paesaggi che fino a 15-20 anni fa’ sono stati la quotidianità per chi viveva o andava in montagna. Cancellati, per sempre. Ed oltre a pensare, agiamo. Agiamo nelle nostre scelte quotidiane, nel preservare tutto ciò che la natura ci ha donato; agiamo nei consumi, riducendoli. Partiamo da quello che possiamo fare nel nostro quotidiano, anche se poco, agiamo nel rispetto e in un’ottica di preservare quel poco che resta.

L’itinerario che vado a descrivere è un urlo disperato della montagna. Perché sostanzialmente non esisteva, non era altro che un pendio nevoso, dove la dama bianca, già in stagione non troppo inoltrata, colmava i salti più ripidi, uniformando tutto. Tanto che a memoria ricordo tracce di sci scesi per quel canale. Oggi quel canale è “sbarrato” alla base da un muretto di una decina di metri, poco meno che verticali: la neve ha lasciato posto alla roccia. Come ogni colatoio che si rispetti, con giuste condizioni, quel muro si riveste di ghiaccio, così come l’ho trovato io la giornata che ho deciso di salirlo slegato. Niente di nuovo quindi, nessuna apertura, solo la montagna messa – ahimè –  tristemente a nudo. Il piacere che la scalata mi ha dato è stato costantemente intriso di una vena malinconica, che mi ha accompagnato fino in cima, ed ancora in auto rientrando a casa.

Sia un monito per tutti noi: a volte possiamo scalare su ferite di cui le “nostre” cime farebbero sicuramente a meno.

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Il muretto iniziale, nel giorno della rp solitaria

 

Prospettiva sempre del primo tiro

 

In calata dalla seconda sosta per valutare la lunghezza del primo tiro

 

La parte alta del canale “Cambiamenti Climatici”

 

Cambiamenti climatici

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“Hysteria” nuova multipitch alla Rocca di Oratino, Campobasso

A volte le necessità arrivano prima delle realizzazioni. Cosa significa? Significa che in certi periodi della vita di chi si dedica a pareti e montagne, come me, arrivano esigenze, volontà che devono essere soddisfatte. In questo caso si tratta della voglia di trascorrere giornate da solo, aprendo sulla parete di casa, in autoassicurazione dal basso. Ecco, l’esigenza di ri-confrontarmi con me stesso e solo con me, può essere la molla che mi ha spinto nella genesi di “Hysteria”. La stessa voglia di solitudine e di confronto con me stesso è rimasta quando ho deciso di fare la prima ripetizione della via e di farla da solo e di cercare di realizzarla in libera. Ecco quindi che tutto deve essere allineato: volontà, allenamento, tecnica, tempo (sia metereologico che cronologico). Mi sento pronto e mi piace l’idea di una prima RP auto-assicurata. Tutto per fortuna fila liscio e la Rocca mi regala un ennesimo tramonto, di quelli frizzanti ma pieni di rosso. Riesco anche nella libera e questo mi fa gioire perché è uno stile più difficile che andare in due. E mi riesce al primo giro.

“Hysteria” è un omaggio ai Def Leppard ma anche ai miei umori sempre altalenanti. E’ una sfida ad una parete rossastra, ad una serie di pance che si susseguono a tentare di sbarrare la strada ai ficcanaso come me, agli astronauti verticali che immaginano, dietro ogni tiro, il “viaggio” della propria vita verticale.

Buone scalate e buona vita!

P.S. grazie a chi mi sostiene da sempre: Climbing Technology & Campo Base Outdoor Roma

Riccardo Quaranta

Parete ovest rocca oratino con il tracciato della via “Hysteria”

Scarica la relazione di “Hysteria”

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Febbre da Cavallo 2024

“Febbre da Cavallo” torna puntuale come un orologio svizzero…. o matesino?!?! 🙂
La “mission” per il 2024 sarà quella di portare tanta gente nel comprensorio di Campitello Matese che offre opportunità infinite per trascorrere giornate a contatto con la montagna, soprattutto in veste invernale. Sarà quella di poter vedere e vivere un w-end in compagnia di un’atleta internazionale come Angelika Rainer. Sarà quella di divertirsi stando all’aperto e di gustare ottimo cibo locale. E tanto altro, come partecipare alla “FEBBRE dell’ORO” che anche in questa occasione dispenserà grandi premi ai fortunati scommettitori!
L’ASD Orizzonti Verticali è felice di annunciare la XI edizione di “Febbre da Cavallo”, evento di promozione delle attività di arrampicata su misto e drytooling nello scenario di Campitello Matese.
Quest’anno la formula prevederà due giornate, SABATO 27 gennaio e DOMENICA 28 gennaio 2024. Nella prima giornata si svolgeranno le consuete prove di arrampicata su misto e di drytooling tutto sotto la supervisione della guida alpina Riccardo Quaranta, affiancato dai tecnici dell’ASD Orizzonti Verticali presso al falesia dedicata di “Febbre da Cavallo” in località Capo D’Acqua a Campitello Matese. Nel pomeriggio ci sarà la videoproiezione dell’atleta Angelika Rainer ed a seguire la cena presso il ristorante “La Pinetina”.
La giornata di domenica sarà dedicata alla scoperta del comprensorio con attività libere oppure si potrà aderire ad una giornata “advanced” affiancati dalla guida alpina Riccardo Quaranta che condurrà un gruppo ristretto di alpinisti alla scoperta dei gioielli di misto e ghiaccio scalabili nei dintorni. Tutti ci ritroveremo il pomeriggio con un ricco terzo tempo presso la Birreria con cucina “Ciapin” e con la consueta “FEBBRE DELL’ORO”, gioco a premi alpinistici riservato non solo ai partecipanti allo stage ma anche a chi vorrà partecipare solo all’estrazione.
COSA FARE A CAMPITELLO MATESE
Lo stage non è un evento fine a se stesso, bensì un’occasione per scoprire una località che offre tante opportunità per gli amanti delle attività outdoor soprattutto invernali.
Innanzitutto Campitello Matese è una stazione sciistica, quindi trascorrere l’intero w-end potrebbe essere l’occasione per sciare oppure per organizzarsi per una delle tante attività che la stagione ci offre: praticare trekking/ciaspolate con vari livelli di difficoltà; salire itinerari di stampo alpinistico sulle belle pareti delle cime principali (M. Gallinola, M. Miletto, M. Croce), tutte con avvicinamenti mai superiori all’ora e 30’.
PROGRAMMA
SABATO 27 gennaio 2024
ORE 9:00 ritrovo presso Birreria con cucina “CIAPIN”, colazione ed iscrizioni alla giornata di test dry/misto. Eventuale consegna di calzature fornite da “LA SPORTIVA” per chi ne fosse sprovvisto.
ORE 10:00 trasferimento in auto a Campitello Matese: avvicinamento alla falesia di dry-tooling “Febbre da Cavallo” ed inizio attività
ORE 16:00 Termine attività e rientro alle auto.
ORE 17:00 Video proiezione di Angelika Rainer “SOGNI VERTICALI”ingresso gratuito, presso Hotel “Lo Sciatore”, Campitello Matese
ORE 19:30 Cena presso ristorante “La Pinetina” a Campitello Matese (prenotazione obbligatoria)
DOMENICA 28 gennaio 2024
ORE 9:00 ritrovo presso Birreria con cucina “CIAPIN”, colazione e trasferimento presso Campitello Matese per la giornata di attività.
ORE 17:00 Gioco a premi (ricchi come al solito) “LA FEBBRE DELL’ORO” presso Birreria con cucina CIAPIN, San Massimo (CB)
ORE 18:00 Cena presso Birreria con cucina “CIAPIN”, San Massimo (prenotazione obbligatoria)
ISCRIZIONI E COSTI
Il costo della giornata di prova di sabato 27 è fissato in euro 25,00 da versare tramite bonifico su c.c. intestato ad ASD Orizzonti Verticali IBAN IT60E0306909606100000138162 entro mercoledì 24 gennaio. Per chi si iscrivesse dopo il 24 gennaio, il costo è di euro 35,00.
Per partecipare allo stage di sabato è necessario inviare una email a segreteria@orizzontiverticali.it e comunicare:
– i propri dati
– la necessità di prenotare ramponi e piccozze (fino ad esaurimento disponibilità); chi non avesse scarponi da montagna potrà usufruire di quelli messi a disposizione in test dal nostro sponsor “La Sportiva”, fino ad esaurimento disponibilità.
– la propria presenza alla cena di sabato presso il ristorante “La Pinetina” e/o di domenica presso la Birreria con Cucina “Ciapin”.
La giornata di domenica 28 è a numero chiuso (massimo 6 iscritti) e riservata a chi ha già buona esperienza di alpinismo invernale. Il costo a persona è di 50,00 euro. Per dettagli e prenotazioni: info@riccardoclimbing.com
PACCO ISCRIZIONE: a tutti gli iscritti alla giornata di sabato sarà consegnato un pacco con premi messi a disposizione dai nostri sponsor: Pasta “La Molisana”, Caffè “Camardo” ed uno scalda collo personalizzato con il logo dell’evento “Febbre da Cavallo Dry Tooling”.
PRE-REQUISITI: avere esperienza di arrampicata sportiva su roccia, avere un abbigliamento adeguato alla montagna invernale. Piccozze e ramponi possono essere richiesti all’organizzazione, mentre casco e imbracatura devono essere personali.
www.orizzontiverticali.it – www.riccardoclimbing.com
Evento organizzato con il patrocinio del Comune di San Massimo e con la partecipazione degli sponsor:
Climbing Technology
La Sportiva
Campo Base Outdoor Equipment
Phlogas & Power https://www.phlogaspower.it
Pasta “La Molisana”
Caffè Camardo
Hotel Lo Sciatore
La Pinetina Struttura Turistico Ricettiva
Birra e cucina “Ciapìn”
Matese Ski
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“SPLEEN ET IDÉAL” – CORNO PICCOLO, SECONDA SPALLA – RELAZIONE

La stagione lavorativa estiva lentamente sta volgendo al termine, anche se le belle giornate continuano ad invogliare appassionati a trascorrere tempo in montagna. Quindi il lavoro non manca, nonostante siamo già a metà settembre. 

Decido di prendermi una giornata di stacco, che poi stacco non è..alla fine i giorni che dedico “a me” sono sostanzialmente giorni verticali. Quindi “l’ufficio” resta sempre quello, la montagna!

Trovare qualcuno libero il lunedì, ed in generale giorni feriali, non è facile.. soprattutto perché non ho mai amato legarmi con chiunque capitasse.. per me è sempre stato più importante il rapporto di amicizia e rispetto piuttosto che la giornata da trascorrere scalando. Con gioia Simone mi dice di essere libero anche lui e dopo una telefonata decidiamo di andare a ficcare il naso su uno dei pochi itinerari che ancora non ho salito alle Spalle del Corno Piccolo, “Spleen et idéal”, sulla Seconda Spalla Ovest.

Alla fine di quella che è stata una giornata comunque intensa, ci ritroviamo io e Simone in cima alla Seconda Spalla soddisfatti e piacevolmente colpiti (in positivo) dalla qualità dell’itinerario. Visto che diverse relazioni cartacee consultate contengono pesanti inesattezze (ben due guide riportano uno spit che non esiste, per esempio..), decido di scriverne una aggiornata che possa essere di supporto a chi vorrà cimentarsi in una ripetizione.

Qui qualche considerazione che spero possa tornare utile. La via è molto bella ed è alla stregua di tante altre vie divenute delle classiche (come “Icosaedro” o “Zarathustra”): contiene un mix di stili di scalata assolutamente vario, dalla placca, al muro a buchi, alle fessure della parte alta. Quindi un bel test di arrampicata poliedrica. Il materiale presente in via è poco e questo probabilmente ha contribuito alle poche ripetizioni di cui ho notizia; a questo si aggiunge che quello presente è poco visibile (diversi chiodi e clessidre che non hanno cordino). Quindi non è facile orientarsi ed a volte si spera di aver preso la “strada giusta”; il tutto rende l’impegno mentale importante, se si considerano anche diversi run-out non evitabili. Ecco, se si ha voglia di mettersi alla prova su un terreno poco battuto, su roccia stupenda, questa può essere la via giusta.

A margine ritengo che una via bella ed impegnativa come questa meriterebbe un piccolo restauro conservativo; almeno andrebbero sostituiti i vecchi spit 8mm e ri-attrezzate le clessidre, molte delle quali attualmente risultano senza cordini e quindi poco visibili. Magari se questo articolo capitasse sotto gli occhi degli apritori potrebbe essere uno spunto per un contatto ed un confronto circa questa possibilità (io farei volentieri il lavoro).

Grazie a Simone per aver condiviso con me una giornata tutt’altro che malinconica!

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Ringrazio al solito Climbing Technology e Campo Base Outdoor Roma per il supporto.

“Senza tamburi, senza musica, sfilano funerali
a lungo, lentamente, nel mio cuore: la Speranza,
Vinta, piange, e l’Angoscia atroce, dispotica,
pianta, nel mio cranio riverso, il suo vessillo nero”

C. Baudelaire

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  • tracciato oceano di silenzio web

“Oceano di silenzio”: arrampicata sul mare a Maratea

“Riccardo ma una cosa come quelle che vedo quando vai a Gaeta qui non si può fare?” Era una delle domande di Carlo Magnabosco (uno dei pochi climber locali, super appassionato e pervaso dal fuoco della passione in comune per il verticale) tra un giro e l’altro nella sua terra, domanda che mi è rimasta nella testa per un po’. Ogni tanto gli scrivevo dicendo “Non mi sono scordato della promessa”. Quindi prendendo al volo l’opportunità di 2-3 giornate di libertà preparo il materiale e alle 5:00 di mattina parto, destinazione Maratea.
In realtà tutto era iniziato già da tempo con una mia discesa in Basilicata per esplorare la possibilità di aprire multipitch sulla costa che va da Acquafredda (frazione di Maratea) a Sapri. In quell’occasione di fondamentale importanza furono le immagini catturate dal drone di Johnny Montesano (gestore dello spettacolare e consigliato agriturismo “La tenuta del Barone“)
Due lunghe giornate di lavoro in parete, Carlo che mi supporta venendomi a trovare e parlandomi via messaggio, ma finalmente il sogno si realizza. Il terzo giorno lo dedichiamo a noi, a ripetere questa creatura che si affaccia sul mare stupendo del sud.
Mentre scrivo sono in corso i lavori per l’apertura di una seconda linea della quale spero di darvi info al più presto.
Grazie, oltre che a Carlo, a chi mi supporta da anni, Climbing Technology e Campo Base Outdoor Equipment 
NOTE
Si tratta di un itinerario totalmente attrezzato a fix, su roccia da buona ad ottima, il primo in assoluto aperto su questa porzione di costa. L’esposizione è SO, partendo la mattina presto è possibile percorrerlo anche d’estate, oppure nel tardo pomeriggio, godendo sempre di uno spettacolare scenario sul mare. Per ripetere la via bisogna prima effettuare 4 calate in corda doppia per raggiungere la base e poi risalire i tiri in arrampicata.
Intraprenderlo solo se in grado di padronale il grado obbligatorio e le manovre di routine su vie a più tiri. Altrimenti rivolgersi alle Guide Alpine (unici professionisti abilitati all’accompagnamento su questo terreno) per vivere un’esperienza in sicurezza.

“OCEANO DI SILENZIO” 82m, 6a+ max, 6a+ obb. S2

Aperta da Riccardo Quaranta il 21 e 22 maggio 2023 dall’alto.

Prima RP R. Quaranta – C. Magnabosco il 23/5/2023

ACCESSO

Da Maratea raggiungere la frazione di Acquafredda, da questa dirigersi verso Sapri percorrendo la SS18 Tirrena Inferiore. Superare una galleria, transitare sotto una imponente fascia rocciosa e più o meno dove questa si esaurisce, in corrispondenza dell’uscita di una galleria in costruzione, parcheggiare sulla sx (cartello turistico “Benvenuti nella Costa di Maratea”)

La strada è sede di cantiere che ne modificherà il tracciato, quindi si riportano qui le coordinate del parcheggio: https://goo.gl/maps/GuuL317vebiC55L97

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio scavalcare il muretto, scendere una breve scarpata in direzione mare. Reperire degli ometti che conducono sul ben marcato sentiero “Apprezzami l’asino”; da qui iniziare a percorrerlo in direzione Acquafredda e dopo qualche decina di metri reperire un piccolo pulpito roccioso sulla dx con il nome della via. Il cordone di calata è lato mare (non immediatamente visibile) 5’

RELAZIONE

Soste e fix di progressione in acciaio inox PLX (tutto il materiale è stato finanziato da chi scrive)

L1 5a, 18m

Pilastrino ben ammanigliato

L2 6a+, 22m

Muro rosso con due tratti più impegnativi

L3 5c+, 30m

Diedro tecnico e spigolo aereo su roccia grigia

L4 5a, 12m

Dalla S3 si traversa a sx e si affronta il breve tiro con roccia molto tagliente che conduce al punto di calata.

DISCESA

In corda doppia con corda singola da 70m.

MATERIALE

Corda da 70m, 12 rinvii, eventuali fettucce per ridurre attriti.

 

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Corso di Alpinismo su roccia al Gran Sasso

CORSO ALPINISMO su ROCCIA al GRAN SASSO

 25-28 luglio 2023 

Il corso rappresenta una full immersion per apprendere le tecniche e abilità per gestire salite in ambiente montano di vie tradizionali o miste. Si trascorreranno 4 giorni in quota nello splendido contesto delle pareti del Corno Grande e Corno Piccolo, ospiti di uno dei rifugi più belli dell’Appennino, il rifugio Franchetti. 

PRE-REQUISITI: 

  • Avere esperienza di arrampicata sportiva con grado da primo di 5c
  • Avere discreta esperienza su vie a più tiri sportive
  • Avere un ottimo allenamento per quanto concerne il trekking alpino.

ARGOMENTI TRATTATI

I GIORNATA

Trasferimento da Prati di Tivo al Rifugio Franchetti e sistemazione materiali nei dormitori.

Verifica del livello in arrampicata

Gestione della sosta su vie di più tiri 

Corda doppia

II GIORNATA

Esercitazione di posizionamento di protezioni mobili (friend, nut, ancoraggi naturali) su monotiri.

Realizzazione di soste con protezioni mobili  

III GIORNATA

Salita di un itinerario classico (max III-IV) con didatticca su progressione in conserva e progressione a tiri di corda. 

IV GIORNATA

Pianificazione di una salita in ambiente: avvicinamento, ricerca dell’attacco, ricerca dell’itinerario. Via di più tiri in ambiente con progressione a tiri di corda. Rientro in tardo pomeriggio.

MATERIALI

Zaino 40 l min., imbracatura, casco, discensore tipo “REVERSO”, scarpette comode da arrampicata, 4-5 moschettoni a ghiera, cordini di varie lunghezze, daisychain, rinvii. Scelta di protezioni mobili, mezze corde da 50 m o 60 m. Per gli avvicinamenti: scarpe da approach, bastoncini da trekking. Abbigliamento completo da montagna, snack, acqua e crema solare. Sacco lenzuolo per il rifugio.

LOCATION

Corno Piccolo, versante Prati di Tivo (TE) con pernottamento e trattamento mezza pensione presso il rifugio Franchetti. 

ISCRIZIONI E QUOTA 

Iscrizioni a numero chiuso, il corso sarà effettuato al raggiungimento di n.3 persone. L’iscrizione è da effettuarsi improrogabilmente entro il 15/6/2023 mediante versamento della quota su c.c. (modalità comunicate in pvt); questa è di euro 270,00/persona e comprende l’accompagnamento della Guida comprensivo di copertura RCT; non comprende trasporto, vitto e alloggio (vitto e alloggio della guida sono a carico degli allievi). La prenotazione del rifugio è a carico della guida. La quota non sarà restituita in caso di assenza dell’allievo.

Contatti: info@riccardoclimbing.com +393394360362 ore serali

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  • tracciato tnotb

“The number of the beast” nuova via di misto su Serra Le Tre Finestre, Matese

“La linea è evidente” mi dice Antonio (“Sacchetto” per gli amici..) sorridendo, quasi a sottintendere “è sì palese, ma non è poi così scontata..” Gli rispondo sorridendo anche io, mentre prepariamo tutto il materiale che abbiamo trasportato fin qui dopo un’ora e mezza di avvicinamento in neve fresca. Ognuno è preso dai preparativi, cerchiamo di ordinare il tutto, forse capiamo entrambi che ci sarà da faticare ancora. 

Linee…mi piace fermarmi sotto le pareti ed osservare. Anche in questo caso non è andato diversamente quando a marzo del 2022 decisi di calzare gli sci e dirigermi verso queste guglie rocciose, mai visitate dal basso, ma sempre viste durante le gite sule sentiero di Serra le Tre Finestre. Dopo una bella faticata fui costretto dal fitto bosco a mollare gli sci e proseguire a piedi. E la scoperta fu di quelle che ti lasciano a bocca aperta. Un parco giochi vastissimo, in una zona tuttavia selvaggia ed isolata. Infinite linee di salita possibili, anche un bellissimo canale (da me battezzato come “Canale 666”) che conduce propio sin in cima a Serra Tre finestre. Ma a catturare la mia attenzione fu subito quelle netta fessura su roccia ottima, leggermente obliqua a dx. La osservai in tutte le angolazioni, feci foto, le osservai dal pc a casa, immaginando la linea..sperando in una linea affascinante. Poi arrivò l’estate ed altre linee occuparono la mia mente. Ma come tutti i cicli della natura, la neve è tornata a fare capolino sulle montagne di casa. In ritardo ma è tornata, anche quest’anno per fortuna. Allora, in una giornata di forte vento in quota, penso che non sarebbe male metter mano a quella linea, di sicuro più protetta dai venti di cresta. Propongo la destinazione a Sacchetto che pare entusiasta.. “sì mi ricordo mi parlasti l’anno scorso di questo nuovo posto”. Io ormai l’ho nominato “Mat Nevis”, un altro angolo di Scozia nel bel mezzo dei monti del Matese molisani..apparentemente delle guglie vicine alla strada, realmente un mondo isolato e ancora selvaggio. A partire dal lungo e ripido “sentiero” che si deve percorrere per accedervi. “The number of the beast” inaugura questo nuovo spot e lo fa con tutta l’energia di un classico dei Maiden: catapultati in una realtà assurda, fatta di incastri a volte precari, arrampicata esigente, protezioni da piazzare ricorrendo ad ampio uso di magia e stregoneria affinché siano efficaci, muschio ed erba ghiacciata a condire il tutto. Mi piace immaginare che in fondo al “canale 666”, ben visibile una volta arrivati in cima al “Mat Nevis”, ci sia il diavolo in persona sogghignare “saranno passati indenni questi poveri umani in cerca di guai?” Cosi’ penserà lui ogni volta che qualcuno ficcherà il naso in questo freddo inferno di ghiaccio e roccia da agganciare!

Grazie ad Antonio Patullo “Sacchetto” per avermi affiancato in questa splendida avventura ed a Climbing Technology e Campo Base Outdoor Roma per il supporto. 

Riccardo Quaranta Guida Alpina

 

“THE NUMBER OF THE BEAST” 145m, M6+ e AI3, R3, III (ED-)

R. Quaranta e A. Patullo, in libera dal basso il 19/1/2023

“Serra Le Tre Finestre” parete N, Monti del Matese (Molise) 

ACCESSO 

Ci si dirige verso la località di Campitello Matese (SP106) ma non la si raggiunge e ci si ferma presso località “Pianelle” (41.466661538535575, 14.416235905539692), prima di un tornate a dx e di un paravalanghe in cemento. Da questo luogo, pianeggiante con rifugio-ristorante a pochi passi, la parete è già visibile, in alto a sx. Si parcheggia senza intralciare il traffico sulla SP.

AVVICINAMENTO

Ci si porta a sx della strada (area picnic con struttura in legno) e si imbocca l’ampio sentiero CAI n. 116 che conduce all’eremo di S. Egidio. Lo si segue dapprima in discesa, portandosi nel bosco, fino a reperire l’attacco di un canalone sulla dx (è il secondo che si incontra da dove inizia il bosco). Si abbandona il sentiero e si inizia a risalire il canale, sbarrato di tanto in tanto da briglie in pietra. Ci si tiene, nella parte più alta, o a dx o a sx del canale (più comodo), fin quando il terreno si fa più ripido. Si continua nel bosco fino ad uscirne, con l’anfiteatro roccioso ormai a poca distanza. Con un leggero diagonale a sx ci si porta sotto la parete. 1h30-2:00h dal parcheggio, a seconda dell’innevamento. 

 

RELAZIONE

L1: M6+/7 e AI3, 35 m

Si attacca l’evidente fessura verticale subito con un primo passo non banale (friend giallo), si perviene ad un alberello (fettuccia lasciata) fin dove la fessura si allarga (nut incastrato). Si affronta il seguente tratto aggettante (tratto chiave, 2 chiodi normali lasciati) fino ad una zona leggermente appoggiata. Si continua in leggero diagonale a dx sempre seguendo la fessura fino a pervenire su comoda ampia cengia. Sosta su albero

L2: M6 e AI3, 30 m

Ci si riporta a dx (faccia a monte) attaccando una netta e bella fessura (M6, friend e chiodo che esce per metà lasciato), poi in leggero diagonale su una bella zona di ganci solidi su roccia (friend e nut); si affronta un traverso tecnico a sx sotto una zona di rocce aggettanti (M5+), poi dritti puntando ad una piccola comoda cengia dove si sosta comodamente. Sosta su 2 fix 8mm. 

L3: M5 e AI3, 40m

Ci si porta a dx della sosta poi dritti fin sotto delle rocce aggettanti che si usano per solidi agganci per traversare verso dx in direzione di un albero. Da questo dritti per AI e teppe d’erbe a puntare ad una bassa fascia rocciosa dove si sosta. Sosta su 2 fix 8mm.

L4: M4/5 e AI facile, 40m

Dalla S3 si traversa 5-6 metri a sx, poi dritti dentro un camino accennato superato il quale si sale dritti su difficoltà decrescenti. Si punta ad un grande masso sull’orlo della parete (attenzione!) sul quale si fa sosta. Sosta su masso.

DISCESA

Si percorre la cresta verso sx (attenzione a non tenersi troppo sul bordo dx che guarda il canale sottostante) fino ad intercettare un canalino sulla dx. Attrezzare una doppia utilizzando i faggi e discendere il canalino, pervenendo al “Canale 666” (prima salita R. Quaranta in solitaria il 22/3/2022). Discendere lungo questo (prestare attenzione alla stabilità del manto nevoso) e costeggiando le rocce sulla dx pervenire nuovamente alla base della parete. 

MATERIALE

Mezze corde (anche da 50m), serie completa di friend dallo 0.3 al 3, set di nut, 5-6 chiodi da roccia, nda.

NOTE

Via impegnativa sia tecnicamente che per quello che concerne le protezioni; l’uso degli spit è stato relegato solo alle soste di L2 e L3, qualche chiodo lasciato lungo L1 e L2. L’ambiente è assolutamente suggestivo ed isolato. DA AFFRONTARE ASSOLUTAMENTE CON MANTO NEVOSO ASSESTATO (si veda anche “DISCESA” lungo il “Canale 666”). La cima, che fa parte dell’ampio versante N di “Serra Le Tre Finestre” non ha nome sulle carte IGM pertanto è stata da noi chiamata “MAT-NEVIS”.

 

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“Back in black” nuova via invernale allo Sperone Franchetti – Gran Sasso

Visto che in diversi mi stanno scrivendo per avere info su questa linea aperta nel Vallone delle Cornacchie, sullo Sperone Franchetti, nel cuore del Gran Sasso, scrivo qui una veloce relazione.

Si tratta di un couloir che delimita a sx lo sperone su cui sono state tracciate le vie estive. Ben visibile già dal parcheggio di Cima Alta con un buon binocolo per accertarsi delle condizioni. L’itinerario è facile e godibile; con assenza o poca neve durante l’avvicinamento diviene ancora più piacevole e può nel caso essere abbinato ad una salita più lunga ed impegnativa se resta tempo. Spunta proprio a ridosso dei nuovi bagni del rifugio Franchetti ed è possibile facilmente reperire la sosta se ci si vuole calare alla base (sufficienti due doppie, la prima da 40m e la seconda da 60m). Nella relazione descrivo l’accesso dal basso.

Prestare molta attenzione alla stabilità del manto alla base dello sperone, nonché ad accidentali scivolate perché ci si ritroverebbe direttamente sull’A24 …

 

“BACK in BLACK” 100 m, AI 2+, M3, II (AD+/D-)

Sperone Franchetti, Vallone delle Cornacchie, Gran Sasso

Riccardo Quaranta e Francesco Del Vecchio dal basso il 6/1/2023

Prima Rp S. Mazzolini, D. Donini & Co. il 8/1/2023

 

ACCESSO

Come per le vie estive ma al cippo di cemento traversare decisamente a sx, in discesa, per portarsi alla base della parete sottostante (prestare attenzione co terreno particolarmente ghiacciato). Individuare una rampa di AI che sale in diagonale verso dx verso un evidente colatoio.

L1, 60m, AI 2+ e 60°

Salire la rampa al termine della quale c’è un fix, poi dritti per una bellissimo tratto di alpine ice (sottile) fino ad una zona più pianeggiante; proseguire dritti su pendio più facile, bordato da rocce a dx (friend) al termine del quale si traversa a sx e si sosta comodamente. Sosta su fix inox 8mm e maglia di calata.

L2, 40m, AI2, M3 e 60°

Ci si porta a dx su ghiaccio sottile, poi dritti verso un piccolo bombamento che si supera con divertente passaggio di misto (M3), poi lungo il canale nevoso a reperire la sosta sulla sx (2 fix con cordone, fin qui 40m) o direttamente alla staccionata del rifugio con altri 15 m circa.

DISCESA

A piedi lungo il sentiero di accesso al rifugio Franchetti.

MATERIALE

Corda da 60m, ganci da ghiaccio, scelta di friend dal grigio al rosso BD, scelta di dadi; chiodi da ghiaccio sostanzialmente inutili essendo il ghiaccio abbastanza sottile e comunque possibilità buone di proteggersi su roccia.

Grazie a Francesco per aver condiviso con me in spensieratezza questa salita.

Riccardo Quaranta – Guida Alpina

 

 

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