Via “Waterfall gully DIRETTA”, M. Miletto, Matese. Relazione e tracciato.

Ci troviamo nel gruppo montuoso del Matese, più precisamente a Campitello Matese. La località sciistica della provincia di Campobasso è dominata dallo sguardo austero dell’anticima N di M. Miletto (2050 m slm), la cima più alta del gruppo matesino. Su questo versante della montagna corrono diverse linee di arrampicata su ghiaccio e misto, per tutti i gusti e di difficoltà medio-alta se si eccettuano 1 o 2 linee più abbordabili (“The thin ice” e “Sud gully”).

Inquadramento del settore

Quella che relazionerò è semplicemente una via stupenda, non tutti gli anni in condizione, in cui si miscelano stili di scalata da vera e propria cascata di ghiaccio a sezioni più tipicamente “appenniniche”, con alpine ice e misto.

Grazie a Chiara per averla condivisa con me, 1000 giornate come questa!

 

“WATERFALL GULLY” DIRETTA, parete N anticima N di M. Miletto, Matese.

Cristiano Iurisci e Luca Luciani il 18/03/2006, la DIRETTA durante la prima Rp di Iurisci – Zulli il 17/01/2009

Relazione e foto della Rp di Riccardo Quaranta e Chiara Delpino nel marzo 2018

Diff. TD+, 65°, diversi tratti a 80° e 90°/95°. I, AI 4+, R2+

Dislivello: 120m, sviluppo 130m; dislivello complessivo 600m (senza impianti)

Tracciato “Waterfall gully” M. Miletto

Accesso

Dal piazzale di Campitello Matese si risale la pista da sci “Lavarelle”, poi la pista dell’ “Anfiteatro” fino ad arrivare in prossimità dell’arrivo dell’impianto di risalita omonimo. Da qui si punta a risalire il conoide di neve dirigendosi verso la porzione centrale della parete fino a pervenire all’attacco (si veda foto);1h-1h15′ dal parcheggio in caso di pista battuta. Una seconda ipotesi, se gli impianti sono aperti, è quella di utilizzarli: da tempo l’impianto dell’Anfiteatro non è attivo, basta tuttavia utilizzare l’impianto “Del Caprio” che conduce a Colle Del Caprio. qui con un traverso a mezza costa verso N si raggiunge l’anfiteatro. Da qui si risale il conoide fino all’attacco dell’itinerario, 30′ dal parcheggio.

Le indicazioni sono date tutte faccia a monte se non espressamente specificato.

Attacco

La via parte in corrispondenza di nette colate di ghiaccio che ne caratterizzano gran parte della prima lunghezza; queste si trovano a sx di un netto diedro/rampa con alla base un grosso sgrottamento da cui conviene far sicura.

Relazione

L1 40m, AI4. Dallo sgrottamento si traversa a sx verso le evidenti colate e stalattiti, si attacca il loro margine sx dove le pendenze sono meno sostenute. Si percorrono quindi 6-7 m di arrampicata su ghiaccio da sogno a  80°-85°, poi si obliqua a sx con pendenze inferiori dirigendosi verso il diedro roccioso su cui si sosta (vecchio chiodo artigianale arancione inservibile, sosta da attrezzare)

L2, 30m, AI3. Dalla S1 si torna a sx, si affronta prima un tratto a 60°, poi il muro tecnico  e continuo a 80°, si perviene ancora ad un tratto più facile e si sosta sempre sul diedro a dx, alla base di un tetto in cui il diedro è sbarrato da un tratto verticale di misto/ghiaccio (sosta da attrezzare)

L3, 50m, AI4+, M5. Dalla S2 nuovamente in obliquo a sx, ci si porta sotto il primo muro, si superano 3 m verticali su misto e/o ghiaccio fino ad una piccola zona appoggiata dove è possibile proteggersi nuovamente. Da qui con delicato obliquo si torna a dx (80°/85°) puntando al fondo del diedro, lo si raggiunge e si sale per 7-8 m a 90° in spaccata su ghiaccio e misto (protezioni distanti e roccia non sempre buona). Poi con difficoltà via via minori si raggiunge il pendio nevoso sommiate. Sosta da attrezzare su roccia o neve.

Con altri 80-90m circa di pendio nevoso si perviene alla cresta in prossimità del caratteristico casotto dei VV.FF. (ripetitore con antenna circolare)

DISCESA

Due possibilità. La prima è dirigersi verso N (con piste da sci sulla dx) mantenendosi in prossimità della cresta, perdere quota fino ad un intaglio netto ed ampio. Imboccarlo, con un primo tratto più ripido 40°-45°), poi con pendenze minori riporta all’interno della conca. Si passa sotto la parte del “Pandoro” ed infine si perviene di nuovo all’attacco della via (20′)

La seconda è preferibile se non si sono lasciati gli zaini alla base, se si vogliono riprendere gli impianti per scendere o se la condizione del manto nevoso sconsiglia di ripercorrere il conoide alla base delle pareti.  Seguire la cresta in direzione S (opposta quindi alla prima soluzione), perdere leggermente quota fino ad intercettare un recinto in cavo di acciaio ed aste di ferro. Seguirlo costantemente man mano che degrada verso valle fino alla quota dell’arrivo dell’impianto del Caprio: qui si potrà decidere di traversare a dx per raggiungerlo o proseguire verso la sottostante pista da sci.

MATERIALE

N.d.a, 6 chiodi da roccia, 4-6 chiodi da ghiaccio medio-corti, 2 ganci tipo “Bulldog” DMM, friend medi (viola, verde, rosso BD)

 

Chiara in uscita da L1

 

Chiara dalla S1

Verso la vetta da S3

Il lago del Matese

Prospettive dal terzo tiro!

L2

Ancora Chiara su L2

Chiara in uscita da L1

Qui in uscita dalle difficoltà di L3

Io prima di iniziare l’impegnativo terzo tiro

Inn azione su L3

Verticalità su L1

 

 

 

 

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Corso alpinismo invernale: il report

Mi piace scrivere un breve report del corso di alpinismo invernale di base svolto dal 3 al 5 febbraio nella cornice di Campitello Matese. L’appuntamento formativo si sarebbe dovuto svolgere presso il Rifugio del Monte nel comune di Fano Adriano; la situazione nivologica ci ha indotto a spostare la location scegliendo quella già menzionata.

In compagnia di Tonio, Elettra, Alessandro, Roberta e Valentina ho avuto il piacere di condividere 3 giorni intensi e spero formativi. Il meteo si è impegnato per benino a cercare di tenerci al chiuso, tuttavia siamo riusciti a trattare gran parte dei temi previsti.

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Durante la prima giornata abbiamo parlato di soste su roccia e gestione della sosta nella progressione a tiri di corda, concludendo con la progressione in conserva. Durante la mattinata l’esercitazione pratica si è svolta presso la piccola falesia del Canalone Ciampitti. Ad ora di pranzo, causa pioggia, ci siamo spostati all’interno del locale “Ciapin”, i cui gestori sono sempre disponibilissimi. Quindi al caldo della stufa abbiamo potuto proseguire lo svolgimento della fase didattica.

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Durante il secondo giorno abbiamo affrontato la tecnica personale nell’uso dei ramponi e della piccozza; inoltre ampio spazio è stato dato all’auto-arresto in caso di scivolata e all’arresto del compagno in caso di cordata a due componenti. Sul terreno di gioco si è potuto verificare la realizzazione di una sosta su neve e la sua tenuta. Il pomeriggio è stata la volta dell’importante tema dell’autosoccorso in valanga, con una bella scorrazzata alla ricerca del “sepolto” mediante ARTVA, pala e sonda.

Il terzo giorno è stato dedicato a mettere insieme i vari argomenti affrontati nei giorni precedenti attraverso una gita sul versante N del M. Gallinola: preparazione, controllo di gruppo degli apparecchi ARTVA, trasferimento, legatura in conserva; l’esperienza è stata resa abbastanza severa dal meteo che non ci ha risparmiato vento, nebbia e pioggia. Accanto al lato negativo ovviamente di non aver potuto protrarre la gita anche nel pomeriggio, abbiamo avuto l’opportunità di “testarci” nelle condizioni severe della montagna, quando anche aprire e chiudere un moschettone può diventare problematico.

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Desidero ringraziare tutti i partecipanti che hanno dimostrato tenacia e tanta voglia di imparare, rivolgendomi tante domande e quesiti a cui insieme abbiamo cercato di dare risposta.

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Inoltre un grande ringraziamento va al prestigioso marchio PETZL ed al punto vendita PASSAGGIO CHIAVE di Collecorvino (PE) che ci hanno dato la possibilità di testare tanti prodotti per l’alpinismo classico. Iniziando dalle piccozze, abbiamo testato il modello Glacier e la più tecnica Sum’Tec; per il reparto ramponi gli allievi hanno utilizzato tutti un classico “cavallo di battaglia”, il modello Vasak nelle versioni sia con attacco semi-automatico che universale.

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A concludere abbiamo potuto testare la polivalenza ancora difficilmente eguagliabile di un attrezzo che ha ormai fatto storia, il Reverso, arrivato alla sua quarta versione.

Alla prossima avventura!

Riccardo

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