“Narcotic”, Grotta delle Ciaole, Molise

Tempi duri per gli amanti della montagna, ma questo ci passa il convento e una piccola mano a superare le restrizioni imposte dall’emergenza COVID-19 ci è data dai ricordi. Sto approfittando del tempo libero per mettere in ordine filmati, foto e ricordi della stagione invernale appena trascorsa.

Da noi funziona che se vuoi migliorare in una disciplina, come in questo caso il misto, le vie te le devi pure aprire. Niente è già dato, a parte qualche fortunata eccezione. Quindi tanto del mio tempo è dedicato proprio all’esplorazione e all’apertura di nuovi “viaggi” su cui potersi “perdere”, allenarsi e migliorare. Un lavoro fisicamente, mentalmente e, non in ultimo, economicamente duro. Sono “creature” alle quali sono molto legato ed ogni sera che torno a casa sfinito dopo una giornata del genere, sono sempre soddisfatto.

Una bellissima giornata è stata quella raccontata in parte dal video. L’apertura, insieme all’amico Mimmo Giancola, di “Narcotic” il 7/1/2020, alla Grotta delle Ciaole su M. Croce Matese, nei Monti del Matese. Si tratta di un monotiro di misto con un free-standing (una stalattite di ghiaccio) estremamente suggestivo. L’intenzione era di aprire il tiro e tornare a ripeterlo quando il flusso avrebbe toccato la base, formando una colonna. L’inverno da dimenticare non ha consentito tutto ciò e la libera di questa via resta un progetto per l’anno prossimo.

Voglio ringraziare Climbing Technology, Garmont e gli amici di Campo Base Outdoor Roma per supportarmi nelle mie attività, rendendo il tanto lavoro meno pesante!

Un grazie anche a Mimmo che mi ha affiancato in questa giornata.

Riccardo Quaranta – Guida Alpina UIAGM

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  • durante l'apertura dell'ultimo tiro
  • Riccardo Quaranta durante la prima RP
  • Riccardo Quaranta su L3

“Moonchild”, Rocca di Oratino.

Se si cerca sul vocabolario il significato di “rocca” ci si accorge che con tale termine si intende una fortificazione generalmente posta sulla sommità di un luogo isolato ed anche una cima isolata con pareti nude e rocciose. La “Rocca di Oratino”, per non farsi smentire, racchiude entrambe le definizioni: è una parete rocciosa alta fino a 120m sulla cui cresta sorge una torre di epoca medioevale. Insomma, se vogliamo essere sintetici, si tratta di un luogo molto suggestivo a due passi dal capoluogo della regione che non esiste, il Molise.

Riccardo Quaranta su L3 (Foto di Stefano Di Mauro)

Questo posto, così particolare e così ben visibile dalla fondovalle del Biferno, fin dagli anni ’80 è stato teatro di esplorazioni, più o meno verticali, ad opera di speleologi, arrampicatori ed alpinisti. Le tracce di tali passaggi sono tante e per lo scrivente ritrovare ogni tanto un chiodo, una sosta, una vecchia fila di spit 8mm infissi a mano, è sempre una grande emozione. A ricostruire,  per quanto possible, un po’ di storia di quegli anni mi ha aiutato Gianmario Lantella con queste interessantissime note storiche 

In apertura sul quarto tiro

Recentemente, sia ad opera mia che del forte arrampicatore campobassano Pietro Radassao, la Rocca di Oratino sta vivendo una nuova vita. Ho iniziato con l’apertura di una via lunga di ampio respiro e molto panoramica (la “Cresta della Rocca”), a breve distanza temporale ho aiutato Pietro ad ampliare la falesia di monotiri sportivi sul versante N (attualmente circa 30 vie dal grado 4 fino ad 8). Successivamente mi sono dedicato alle vie a più tiri aprendo “Invidia”, poi “Metallica”….infine l’ultima nata “Moonchild”, omaggio ai miei idoli Iron Maiden. 

Durante la prima RP (Foto L. D’Alessandro)

“Moonchild” è una via che sfrutta i punti deboli della parte più “rossa” del versante ovest della Rocca. E’ in questo modo possibile attraversare la zona più strapiombante della parete restando su difficoltà classiche (5c+ max); a patto di accettare un lungo traverso che evita appunto le zone più difficili o con roccia non buona. E’ un itinerario che richiede esperienza su terreno d’avventura: sono presenti spit ma è necessario integrare i tiri con dadi e friend; inoltre diverse soste sono da integrare. E’ stata aperta in libera ed in solitaria dal basso lasciando in posto le protezioni fisse adoperate in apertura; questo ha aggiunto un sapore decisamente caratteristico alle due giornate trascorse da solo in parete.

RELAZIONE “MOONCHILD” Rocca di Oratino

Spero di aver suscitato un po’ di curiosità nel lettore per un angolo di Molise che sono convinto non deluderà chi deciderà di far visita. Sfruttando l’esposizione (ricordo si tratta di una parete ovest) è possibile arrampicare durante tutto l’anno ad eccezione dei periodi più caldi. La ricettività ad Oratino e dintorni è più che avviata; da non mancare l’ottima cucina locale. Per chi volesse combinare roccia e neve/ghiaccio, con 30’ di auto si raggiunge la località sciistica di Campitello Matese dove, oltre che sciare, è possibile praticare alpinismo invernale a tutti i livelli.

Per qualsiasi informazione o consiglio: info@riccardoclimbing.com

Ringrazio Climbing Technology, Garmont e Campo Base Outdoor Roma per il supporto.

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Cascata di ghiaccio “La delicata” Parete NE Serra delle Ciavole

L’avventura può essere tranquillamente dietro casa o più o meno dietro questa. Ciò di cui si nutre un’avventura sono le idee: da queste nascono le giornate più belle, come quella raccontata da questo video e da queste foto. 

Ludovico sullo strepitoso primo tiro

La cascata delle Ciavole, presente sulla parete NE dell’omonima cima è stata salita per la prima volta nel 2/1/2017 da Cristiano Iurisci & Co, dopo lunghe dissertazioni sui social ed un paio di tentativi falliti da parte di altrettante cordate. Le foto ormai circolavano da un po’ e restare inermi davanti ad un flusso così caratteristico non era possibile.

Dal 2017 la cascata si è sempre formata ed il 2020 non ha fatto eccezione. Anzi questa volta la foto sulla quale si sono avviate le elucubrazioni mostrava “La delicata” (questo il nome dato dagli apritori) in splendida forma. Proprio dall’autore di quella foto, caro amico da lungo tempo,  mi arriva l’invito a fare visita a quella che probabilmente è la cascata più a sud d’Italia. 

L’altrettanto spettacolare secondo tiro

Non me lo faccio ripetere due volte, chiamo Ludovico e ci organizziamo per un raid di due giorni. Quattro ore di auto da Campobasso a Terranova di Pollino, cena presso l’ottimo ristorante “Luna Rossa”, a letto presto, sveglia alle 5:30, una mezz’ora circa di auto fino al parcheggio, scarpino di 2 ore, di cui una circa a tracciare nella fresca e finalmente siamo sotto la cascata. Spaziale: bellissima lei e ancora più spettacolare l’ambiente in cui è incastonata. Non si perde tempo, dopo le foto di rito ci si prepara e via.  Salgo agevolmente, c’è tanto ghiaccio e si mettono tranquillamente viti da 16 cm. Un primo lungo tiro di 45-50 m mi porta a sostare sulla dx (sosta su ghiaccio) e a recuperare Ludo. Parto per il secondo tiro traversando a sx e riconquistando il centro della cascata, sempre bellissima; nella parte centrale 4 m a 80° rappresentano la sezione più difficile, poi una bellissima placca ghiacciata mi conduce alla S2 su albero. Ludovico procede spedito anche se, come tutti alla prima esperienza su cascata (per lui è la prima in assoluto) tende ad esagerare con la forza.. risultato giunge in sosta un po’ affaticato, ma sempre sorridente. Quel sorriso che abbiamo mantenuto durante tutto questo bel “viaggio”. Agli apritori era mancato l’ultimo tiro, decidiamo viste le condizioni strepitose, di aprirlo. Ancora una quindicina di metri di scalata spettacolare poi si accede alla cengia e mi dirigo ad un pino loricato sulla dx (più o meno in linea con S2). Dalle foto avevamo studiato di fare sosta li, quindi avevo con me uno spezzone di corda abbastanza lungo. La fortuna è stata che accanto al pino principale ce ne fosse un altro molto più piccolo perché il primo ha un diametro di quasi due metri, per una circonferenza di circa 6 m… e a 6 m di spezzone di corda non ero preparato!!! 

In discesa sull’ultima doppia

Con tre doppie, di cui l’ultima su una sosta a chiodi che ho voluto lasciare per agevolare futuri ripetitori (una abalakov era possibilissima dato lo spessore e la qualità del ghiaccio..), siamo nuovamente alla base.. sorridiamo…siamo entrambi visivamente emozionati, forse anche un po’ increduli. Increduli di aver vissuto una giornata in un luogo del genere, con emozioni ed ambientazione che non ha niente da invidiare alle location alpine. Una giornata unica. Enjoy!

Grazie di cuore a Ludovico per l’avventura e grazie ai miei sponsor che mi supportano nella realizzazione delle mie idee Climbing TechnologyGarmontCampo Base Outdoor

 

“LA DELICATA” parete NE Serra delle Ciavole, Parco Nazionale del Pollino 

Prima salita: 2/1/2017 da Cristiano Iurisci, Fabio Minerba, Nino Gagliardi e Mimmo Ippolito (primi 2 tiri)

Prima RP e prima integrale, aggiungendo l’ultimo tiro non salito dagli apritori: 17/1/2020 Riccardo Quaranta e Ludovico Genco

3L, 135m, 3+, III

AVVICINAMENTO DA TERRANOVA DEL POLLINO
Da Terranova del Pollino si prosegue per la Frazione di Casa del Conte e di qui si continua verso la località Lago Duglia (indicazioni lungo la strada) riconoscibile dalla presenza di un largo prato con un casotto usato dai turisti per le grigliate estive. Grazie alla solerzia del comune di Terranova nel ripulire prontamente la strada fin qui, si ritiene tale avvicinamento il più comodo. Da Lago Duglia, lasciata l’auto, si prosegue lungo la strada per circa 300 metri e si prende a destra il sentiero per piano Cardone al quale però non ci si arriva poiché è preferibile proseguire in direzione del Piano dei Moranesi dove si arriva dopo un’ora da Lago Duglia (1700 m.s.l.m.). Il piano è una evidente radura nel bosco da dove si ha una bella vista di Serra di Crispo e della cresta Nord di Serra delle Ciavole. Da qui senza percorso obbligato si prosegue in direzione SW nel bosco mantenendosi ad una quota fissa di 1750 m circa cercando il percorso meno faticoso tra le numerose doline della zona. L’assenza di fogliame nel bosco consente di vedere sempre alla propria destra la parete E delle ciavole e dopo un’ora circa di cammino si noterà la bella lingua bianca della cascata. A questo punto si esce dal bosco in direzione della rampa che conduce alla base della parete. In totale circa 2:00/2.30 ore dall’auto in dipendenza dell’innevamento. Per il ritorno si può percorrere lo stesso itinerario.

Traccia gpx scaricabile al seguente link: https://drive.google.com/file/d/1OEWJllowc8UBVE7sRdZtYFkKFfL_Ee-0/view?usp=sharing

L1, 40m

Si attacca la colata a dx (60°) si supera un breve tratto a 70° poi sempre su terreno appoggiato si sosta in una specie di goulotte sulla dx, prima di un tratto più verticale. Sosta su ghiaccio

L2, 45m

Si traversa a sx riprendendo il flusso principale della colata, si supera una zona a 70°, poi di nuovo più appoggiato, si arriva ad un tratto più verticale (pochi metri a 80°), lo si supera e su placca appoggiata si obliqua a dx verso un albero. Sosta su albero con cordone rinforzato da kevlar.

L3, 50m

Si traversa a sx poi dritti ad affrontare un tratto a 70° che conduce al piano inclinato soprastante, si punta ad un grosso loricato sulla dx sul quale si sosta. Sosta su cordone e maglia rapida.

DISCESA

In corda doppia da S3 a S2; da S2 ad una sosta di calata su 2 ch. attrezzata su roccia (sulla dx faccia a monte) o su abalakov. Da qui a terra con una doppia di 60m esatti (attenzione!)

NOTE

Prestare molta attenzione durante l’avvicinamento e durante la salita alle condizioni del manto nevoso sia alla base della colata sia sui pendii soprastanti. Salita che consiglio in caso di scarso innevamento sia per i pericoli citati che per godere del ghiaccio che altrimenti, data l’inclinazione, viene facilmente ricoperto da neve.

Testo, video e foto di Riccardo Quaranta GUIDA ALPINA e Ludovico Genco

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Via “Metallica”, Rocca di Oratino – Relazione

Nuova via multi-pitch alla Rocca di Oratino. Questo itinerario si aggiunge alle due vie a più tiri già presenti, la “Cresta della Rocca” ed “Invidia”.

Lo spigolo del primo tiro

 

“Metallica” è un itinerario tecnicamente più semplice della vicina “Invidia”, tuttavia richiede sempre una buona esperienza nel piazzamento delle protezioni, trattandosi di una via da integrare: sono presenti fix, ma solo prima dei passaggi chiave dei tiri.

 

Il secondo tiro, dopo il passo chiave

 

Non manca l’esposizione, soprattutto nell’ultimo tiro, lunghezza che regala davvero belle emozioni con un crescendo di vuoto tutto da gustare.

 

Paola sulla spettacolare terza lunghezza

Anche questa via è stata aperta dopo diversi giorni di lavoro in parete perché il risultato fosse godibile e il più possibile sicuro. Rammento tuttavia che si tratta sempre di terreno d’avventura, quindi la salita (come tutte quelle presenti alla Rocca) è da intraprendere con le dovute accortezze e la dovuta formazione.

Il nome questa volta è il tributo ad una delle più grandi band di musica metal ma anche il riferimento ad un po’ di metallo che troverete lungo la via… scalare per credere!!!

Grazie a Climbing Technology, Garmont e Campo Base Outdoor per il supporto.

Via “METALLICA”, Rocca di Oratino (Oratino, CB)

70m circa, 5c max, 5c obb. RS2, I

Aperta da Riccardo Quaranta in più giornate nel dicembre 2019.

Prima ripetizione: R. Quaranta, P. Quaranta, L. D’Alessandro il 24/12/2019 

Tempo per la sola salita: 1.30’/2.00ore

Accesso

Da Campobasso seguire la strada provinciale 41 in direzione Oratino, prima di entrare nel paese prendere a sx in direzione “Fondovalle del Biferno”- Castropignano. Continuare a scendere per qualche chilometro finché apparirà la rocca con la caratteristica torre sommitale. La si raggiunge prendendo un bivio sulla dx, in corrispondenza di un vecchio ponte in disuso chiuso al traffico. Si sale per circa 6-700 m una ripida stradina asfaltata e si parcheggia in uno spiazzo sulla sx, accanto al muro di cinta di una villetta in pietra. Per chi proviene dalla Fondovalle del Biferno (SS 647) lasciarla in corrispondenza del bivio per Oratino, seguire le indicazioni per questo comune fino a giungere in prossimità di un ponte crollato; qui prendere a sx una ripida stradina asfaltata; si parcheggia in uno spiazzo sulla sx, accanto al muro di cinta di una villetta in pietra. 

Avvicinamento 

Dal parcheggio si prende una traccia di sentiero subito sulla sx, alla base di una grande pietraia (ometti). Si seguono gli ometti, si attraversa una zona con massi caduti di recente e sempre a mezza costa si arriva sotto il lato ovest della Rocca. Ancora avanti fino ad una zona più acclive, prima che inizi una leggera discesa lasciare il sentiero e salire verso un evidente spigolo, con nome e terrazzamento alla base (meno di 10’ dal parcheggio). Si veda anche foto tracciato. 

Relazione

Via parzialmente attrezzata a fix inox 10mm, richiede buona dimestichezza nell’uso delle protezioni mobili ed attitudine all’arrampicata “in ambiente”. Roccia buona.  

L1, 18m, 5b

Si attacca l’estetico spigolo appoggiato, restando sempre sul filo. Dopo qualche risalto si affronta un tratto più liscio (fix) e si perviene ad una comoda cengetta. Sosta su 2 fix da collegare.

L2, 18m, 5c 

Si attraversa una cengia terrosa e si attacca la bella placca (fix), prima centralmente poi spostandosi dx. Si affronta un tratto più verticale (fix) con arrampicata tecnica e di soddisfazione, lo si supera entrando in un piccolo diedro a sx (possibile fettuccia su spuntone), infine dritti ad una cengia con albero. Sosta su albero. 

L3, 32m, 5c

Tiro aereo ed esposto. Dall’albero dritti ad una placca appoggiata (non proteggibile) poi a sx in piena placca (fix), si seguono le protezioni restandone alla dx fino ad un’invitante lama. Da questa ancora dritti ad una fessura (nut o friend), da questa iniziare a traversare verso sx sempre su buoni appigli e appoggi. Ci si protegge con dado/friend ad un masso incastrato, ancora a sx verso il filo dello spigolo (fix), da questo dritti a superare un piccolo tetto ben ammanigliato. Sempre dritti sul filo dello spigolo (fix), si punta ad una fessurina obliqua da da dx a sx, la si raggiunge con arrampicata esposta (dado), da questa si esce ad un’ottima presa che consente di uscire dalle difficoltà (restare sempre sul filo dello spigolo, ai lati la roccia non è buona). Si supera un vecchio spit 8mm e da questo dritti ad un pulpito sul filo della cresta.  Sosta su anello inox e fittone resinato da collegare.

Discesa

Lungo la cresta (passi di II) in direzione della torre medioevale e da questa nuovamente al parcheggio (5’)

Materiale

N.D.A., 8-10 rinvii, serie di dadi medio/piccoli, friend dallo 0.3 allo 0.5 misure BD (utili ma non indispensabili), cordini e fettucce. 

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Speciale vacanze di Natale 2019-’20

 

Martedì 24 dicembre 2019

Lezione di arrampicata su roccia – Liv. intermedio – Loc. Caprile (FR)

 

Venerdì 27 dicembre 2019

Lezione di introduzione allo scialpinismo – Majelletta

 

Sabato 28 e domenica 29 dicembre 2019

Corso base alpinismo invernale (Matese/Mainarde)

 

Lunedì 30 dicembre 2019

Esperienza di dry tooling ed arrampicata su misto – Matese

 

Martedì 31 dicembre 2019

Via di misto, livello intermedio/evoluto

 

Mercoledì 1 gennaio 2020

Attività su richiesta

 

Venerdì 3 gennaio 2020

Uscita alpinismo invernale, liv. intermedio/evoluto Mainarde

 

Sabato 4 gennaio 2020

Arrampicata multi pitch alla Rocca di Oratino (Oratino, CB)

 

Lunedì 6 gennaio

Attività su richiesta

 

BUONE FESTE!!

Riccardo Quaranta – Guida Alpina e Maestro di Alpinismo UIAGM

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Via “Invidia”, Rocca di Oratino, Campobasso – Relazione

La vita spesso fa strani giri, giri molto lunghi per poi magari tornare al punto di partenza. Perché esordisco così? Perché quello della Rocca di Oratino è un luogo che tutte le generazioni molisane di amanti delle attività verticali (dagli speleologi agli alpinisti) hanno frequentato, almeno una volta. Mi riferisco alle generazioni meno recenti, quelle attuali forse la vedono dalla valle e nemmeno si pongono domande. Appartenendo al primo gruppo anche io ho avuto, agli esordi, esperienze in quel posto magico. Fino a decidere, per una serie di ragioni ed un numero infinito di giri di perlustrazione, di tornarci.

Laura prima del traverso terminale di L2

Così, da un anno circa, la Rocca di Oratino sta vivendo una nuova primavera. La “Via della Cresta” ha dato inizio a questa rinascita (qui la relazione),  poi l’ampliamento dell’omonima falesia (ad opera mia e di Pietro Radassao) che ospita tante vie sportive mono-tiro di tutti i gradi; ora è il tempo di vie a più tiri. La prima delle nate è quella che vi presento qui, “Invidia”.

Frutto di tanti giorni di lavoro in parete da solo, rappresenta per me il ritorno alle origini: la Rocca e le tante falesie nei dintorni di Oratino hanno costituito una palestra importante, nel mio percorso sportivo e professionale. La tanta fatica è stata tuttavia supportata da una grande determinazione, dalla voglia di segnare il ritorno con qualcosa di bello, che potesse trasmettere belle emozioni.

Luigi alla partenza di L3

Il nome? Beh uno dei peccati capitali meritava un “nero su roccia”, uno dei sentimenti peggiori e più tristemente diffusi in chi denigra i sogni altrui, soprattutto quando si realizzano. Non temete, tornerò presto con i “miei” nomi , quelli che hanno a che fare con il mondo (ben più nobile) della musica e dei viaggi che essa ci dona!

Grazie a Climbing Technology, Garmont e Campo Base Outdoor per il supporto.

 

Tracciato della via “Invidia”, parete W, Rocca di Oratino, Oratino (CB)

 

VIA “INVIDIA”, Parete W, ROCCA DI ORATINO (Oratino, CB)

85m circa, 6a+, 6a+ obb. RS2, I

Aperta da Riccardo Quaranta in più giornate nel novembre 2019.

Prima ripetizione: R. Quaranta ,L. Tagliaferri, L. D’Alessandro il 12/12/2019 

Tempo per la sola salita: 1.30’/2.00ore

Accesso

Da Campobasso seguire la strada provinciale 41 in direzione Oratino, prima di entrare nel paese prendere a sx in direzione “Fondovalle del Biferno”- Castropignano. Continuare a scendere per qualche chilometro finché apparirà la rocca con la caratteristica torre sommitale. La si raggiunge prendendo un bivio sulla dx, in corrispondenza di un vecchio ponte in disuso chiuso al traffico. Si sale per circa 6-700 m una ripida stradina asfaltata e si parcheggia in uno spiazzo sulla sx, accanto al muro di cinta di una villetta in pietra. Per chi proviene dalla Fondovalle del Biferno (SS 647) lasciarla in corrispondenza del bivio per Oratino, seguire le indicazioni per questo comune fino a giungere in prossimità di un ponte crollato; qui prendere a sx una ripida stradina asfaltata; si parcheggia in uno spiazzo sulla sx, accanto al muro di cinta di una villetta in pietra. 

Avvicinamento 

Dal parcheggio si prende una traccia di sentiero subito sulla sx, alla base di una grande pietraia (ometti). Si seguono gli ometti, si attraversa una zona con massi caduti di recente e sempre a mezza costa si arriva sotto il lato ovest della Rocca. Ancora avanti fino ad una zona più acclive in leggera discesa si perviene all’attacco, con i primi fix argentati ben visibili (meno di 10’ dal parcheggio). Si veda anche foto tracciato. 

Relazione

Via parzialmente attrezzata a fix 10mm, richiede buona dimestichezza nell’uso delle protezioni mobili ed attitudine all’arrampicata “in ambiente”. Roccia da buona ad ottima, tranne pochi e brevi tratti con roccia discreta.  

L1, 30m, 6a

Inizialmente su facile placca in leggero obliquo verso dx, si perviene in prossimità di un tetto che delimita a dx un diedro. Si traversa a dx (fix) e si rimonta un tratto strapiombante. Poi dritti sul filo dello spigolo fino ad un’ampia fessura (friend), da questa sempre dritti si perviene su un’ampia cengia. Sosta su fix da integrare.

L2, 25m, 6a+ 

Si traversa verso sx in direzione di un cordone su cl., si oltrepassa lo spigolo e si entra in un ampio diedro. Lo si percorre fino ad un tratto aggettante (cordone su cl.), lo si affronta con arrampicata in opposizione da non sottovalutare (fix) e si arriva in placca. Ancora dritti ad una zona più verticale (fix) da cui si traversa nettamente a dx (fix). Con arrampicata tecnica in traverso (friend) si perviene alla sosta. Sosta su due fix da collegare. 

L3, 28m, 6a+

Tiro aereo ed esposto su bella roccia. Dalla sosta dritti in un diedro accennato (friend), poi in obliquo a sx (fix) e da questo nuovamente dritti in un piccolo diedro (cordino in kevlar su spuntone). Sempre dritti nel diedrino si supera il passo chiave (friend) e con ribaltamento atletico ci si porta su una piccolissima cengia sulla dx. Da questa dritti ad un fix sotto una zona aggettante che si supera con arrampicata atletica ma sempre su buone prese. In ultimo dritti lungo lo spigolo fino allo sosta, posta sotto un piccolo tetto sul filo di cresta. Sosta su ch. e fittone resinato da collegare.

Discesa

Lungo la cresta (passi di II) in direzione della torre medioevale e da questa nuovamente al parcheggio (5’)

Materiale

N.D.A., serie di friend dallo 0.3 al 2 BD, cordini e fettucce.

 

Riccardo Quaranta Guida Alpina UIAGM

 

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Cascate di ghiaccio stagione 2020

Sei in cerca di emozioni forti per questo inverno? Stai pianificando le vacanze invernali? Freddo e ghiaccio non ti spaventano? Vorresti migliorare la tua tecnica su ghiaccio verticale o provare a salire un tiro da primo? O vorresti semplicemtne approcciarti al mondo dei flussi ghiacciati?

Ecco gli appuntamenti in agenda:

11 – 16 febbraio 2020: STAGE DI ARRAMPICATA SU CASCATE DI GHIACCIO LIVELLO BASE ED INTERMEDIO. Location: Cogne (AO)

Esperienza dedicata a chi è alle prime armi e a chi voglia migliorare la propria tecnica di arrampicata su ghiaccio.

CONTENUTI:

LIVELLO BASE (dall’11 al 13 febbraio)

Introduzione all’arrampicata su ghiaccio: materiali e tecniche

Il terreno di gioco: pericoli oggettivi e soggettivi

Uso corretto di picche e ramponi

Progressione fondamentale, da secondi, su terreno appoggiato.

Salita di cascate di ghiaccio monotiro

LIVELLO INTERMEDIO (dal 14 al 16 febbraio)

Progressione a triangolo

Focus su chiodatura e progressione da primi

Gestione di una salita da primi

Gestione di una cascata a più tiri.

PROGRAMMA DI MASSIMA STAGE BASE

Trasferimento e arrivo nel tardo pomeriggio del 10 a Cogne. Sistemazione in albergo/B&B/residence e cena. I giorni 11-12-13 saranno dedicati alla svolgimento dei contenuti e impegneranno gli allievi almeno per la mattinata. Il corso si concluderà il  16 pomeriggio. Possibilità di accordarsi per ritrovarsi lungo il tragitto o direttamente a Cogne. Pre-requisiti: avere esperienza di arrampicata su roccia su vie mono-tiro, essere autonomi nella sicura a chi sale da primo e da secondo; avere confidenza con l’ambiente invernale in riferimento al freddo e agli elementi neve/ghiaccio. 

PROGRAMMA DI MASSIMA STAGE INTERMEDIO

Ritrovo a Cogne il 14 mattina ed inizio stage in base ai contenuti che si svolgeranno nei giorni elencati; il corso si concluderà il 16 febbraio nel primo pomeriggio. Pre-requisiti: avere avuto precedenti esperienze di arrampicata su ghiaccio di cascata; su vie di roccia a più tiri; essere autonomi nelle manovre di gestione della sosta di una via a più tiri e nella discesa in corda doppia. 

MATERIALE PERSONALE e ABBIGLIAMENTO

Casco, imbraco, secchiello con moschettone a ghiera, occhiali protettivi in plastica. Materiale tecnico (necessario) che è possibile noleggiare: picche da piolet-traction, ramponi semiautomatici*. Pantaloni invernali impermeabili, giacca impermeabile, piumino o pile termico, intimo termico compreso di calzamaglia, scarponi da montagna semi-ramponabili, guanti impermeabili (con paio di ricambio), berretto.

*1 coppia di picche da cascata + 1 coppia di ramponi = 40,00 euro per i 3gg dello stage; noleggio gratuito per gli allievi di altre uscite/corsi e/o per chi verserà la caparra entro il 31 dicembre 2019. 

ISCRIZIONI

La quota di iscrizione corso è di euro 250/persona/stage e comprende l’accompagnamento della Guida Alpina nelle tre giornate; non comprende spese di vitto, alloggio, trasferta e noleggio delle attrezzature a carico dei singoli allievi. Il corso è a numero chiuso e si effettuerà al raggiungimento di n. 4 persone per il corso base e 3 persone per il corso intermedio, con le iscrizioni che si chiuderanno per entrambi i livelli il 20 gennaio 2019 mediante versamento di una caparra di 100 euro su c.c. intestato a Riccardo Quaranta IBAN: IT11M0306903805100000090267

Info:      info@riccardoclimbing.com  o (+39) 3394360362 Whatsapp

N.B. TUTTI i PROGRAMMI potranno subire variazioni dettate dalle condizioni meteo e delle cascate!!!

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“Maria Grazia Mondanelli”, Corno Piccolo, Gran Sasso

“Via bella e difficile” si legge in rete su questo itinerario; questi due sembrano essere gli aggettivi più ricorrenti, anche in chi la ripete. Io devo confermare questi giudizi, tanto che finora rappresenta di sicuro una delle vie più belle salite sul Gran Sasso. Non solo per il tracciato, la franca qualità della roccia (in alcuni tratti è davvero perfetta) ma anche per un impegno psicologico che permane nonostante il re-styling subito: soste e fix nuovi a sostituzione dei vecchi spit 8mm.

Laura mi raggiunge ad S3

L’ingaggio resta ed è bene che lo sappia chi vuole cimentarsi in una sua ripetizione; ad i lunghi tratti sprotetti, su difficoltà che non sono proprio popolari, si aggiunge, nella prima metà della via, la necessità di cercare l’itinerario in un mare di placca. Insomma un viaggio nella testa che a me è piaciuto molto e che merita di restare tale: il fascino di vie come questa permane se restano invariate le regole del gioco stabilite dagli apritori. 

Grazie a Laura che mi ha accompagnato in questa splendida giornata e si è mostrata all’altezza del su primo itinerario di ED-!!

MATERIALE n.d.a., set di friend dal n. 0.3 al 1 BD, set di tricam, cordini e fettucce.  

Tracciato della via. Foto tratta dalla guida “Il chiodo fisso” di P. Ledda, Ed. Il Lupo

RELAZIONE

“Maria Grazia Mondanelli” Corno Piccolo, Seconda Spalla, parete SW

Pio Pompa e Carlo Di Marco, luglio 1986. 

ED-, VII oppure nella scala moderna: 6b, RS3, II 

210 m, (5L)

Relazione basata sulla RP del 21/8/2019 di R. Quaranta e L. D’Alessandro

n.b. indicazioni date “faccia a monte”

ACCESSO

Percorrere il “Sentiero Ventricini” dall’arrivo della cabinovia alla “Madonnina”, superare i primi tratti attrezzati a cui seguono due scalette metalliche fino a pervenire alla “Forcella del Belvedere”. Da qui scendere, sempre lungo il sentiero, percorrere un tratto in piano e fermarsi una ventina di metri prima di un forcellino.

ATTACCO

7-8m a dx della via “Aquilotti 75”, quest’ultima riconoscibile per un paio di chiodi visibili dal basso. La via qui descritta attacca in un diedro accennato chiuso a dx da un arco di roccia rotta che piega verso sx.

L1 Attaccare sfruttando inizialmente l’arco di roccia che piega verso sx, poi lasciarlo a favore del diedro accennato (ch), continuare lungo questo fin sotto un tettino (ch) che si supera in costante obliquo verso sx. Pervenire alla base di una parete a rivoli. Salirla in leggero obliquo verso dx (poca o nessuna possibilità di protezione) oppure salire sfruttando la fessura un po’ erbosa che la borda sulla sx ed infine traversare a dx. Si perviene ad una comoda cengia dove si sosta. Sosta su due fix. (V+, 40 m)

L2 Ci si porta leggermente a dx poi dritti (tratto sprotetto) puntando ad uno strapiombo accennato, ci si protegge prima con un friend (meglio doppiarlo) su una fessura orizzontale visibile dal basso, si affronta lo strapiombo (VI-) e si attacca la fessura immediatamente al di sopra (proteggibile bene a friend) fin dove si esaurisce. Poi leggermente a sx puntando ad un chiodo ( possibile friend ma distante dal passo, VI+), successivamente ad un fix, che si supera. Leggermente a dx (friend piccolo poco sopra una zolla d’erba), poi dritti (cl), poi in traverso a sx puntando ad fascio di cordini (ch. e cl. delle “Placche di Manitù”). Da questi in traverso verso sx (VI-) alla sosta. Sosta su due fix. (VI+, 40m)

L3 Salire un po’ a dx verso un tratto di roccia lisciato (chiodo nascosto), poi a sx ad uno spit, si affronta la parete leggermente strapiombante alla dx della protezione (VII), si rimonta su una scaglia (non la userei per piazzare protezioni..), poi a dx ad un secondo spit, poi poco a sx ad un diedro fessurato un po’ erboso (cordone visibile in alto) al termine del quale si sosta su comoda cengia. Sosta su due fix. (VII, 40m)

L4 Piu o meno dritti in placca (V+) a raggiungere una fessura orizzontale (più facilmente se dalla sosta si traversa bassi a sx) che si segue spostandosi a sx fino ad intercettare una fessura verticale. La si segue (ch) fin dove muore (spit). Dallo spit traversare a sx (cl) a raggiungere un’aerea ma comoda sosta. (V+ 35m)

L5 Verticalmente fin sotto un tetto (friend), lo si supera con buone prese (V), poi in traverso a sx a due chiodi ravvicinati. Da questi leggermente a dx e poi di nuovo dritti su roccia spettacolare ma proteggibile solo con tricam (V) fin sotto un tetto (friend) che si aggira a dx. Si prende una fessura verticale (V+, ch) e con difficoltà decrescenti si esce sul ciglio della parete. Sosta su due fix sul bordo (scomoda) oppure su spuntone in cresta (V+, 50 m) 

Discesa

E’ possibile anche lungo la via stessa essendo tutte le soste attrezzate per le doppie; sempre in doppia è possibile reperire le soste di calata che fiancheggiano sulla sx (faccia a valle) il canale Bonacossa. Oppure a piedi lungo il Canale Bonacossa che riconduce al margine della parete N della Seconda Spalla.

Vuoto e “slego” su L2

 

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SARDINIA ROCK TRIP 2019

I viaggi durano sempre poco, fuggono via rapidamente e lasciano tante impronte dentro, così profonde che i ricordi e le sensazioni restano intatte, anche dopo tanto tempo.

Ormai è trascorso un mese e mezzo dal viaggio di arrampicata condiviso con Luigi in terra sarda, più precisamente sulla costa orientale, in zona Baunei. Quattro giorni intensi, pieni di roccia, scalata, emozioni, paesaggi mozzafiato.

E’ sempre difficile raccontare un’emozione, dico sempre che le emozioni vanno vissute dal vivo. Ma ci ho provato in 3 video-racconti della nostra esperienza.

DAY 1

Ecco il primo, la nostra prima giornata dopo essere arrivati nella bellissima Baunei, alle prese con la via “Marinaio di foresta”, su Pedra Longa. Via che si caratterizza per l’esposizione sul mare cristallino, la buona roccia, le difficoltà contenute e la costante presenza della Punta Giradili… meta della seconda giornata!

Buona visione e restate sintonizzati per le altre puntate…

DAY 2

Il giorno successivo si riparte di buon’ora per l’obiettivo del viaggio: la Punta Giradili con la via “Mediterraneo”. 260 m di calcare fino al 7a+; esposizione sempre garantita e chiodatura lunga condiranno questa giornata indimenticabile, iniziata il giorno precedente con un opportuno quanto fondamentale sopralluogo per reperire avvicinamento ed accesso. Il mattino seguente infatti termineremo la via proprio all’ora in cui entrava al sole, con una coordinazione quasi maniacale. Ad integrare il mio video (che non ha alcuna pretesa artistica), consiglio di vedere un video realizzato da un professionista che riprende, tramite un drone, la salita di questa via (clicca qui): un punto di vista “esterno” che meglio fa percepire la bellezza di questa salita e di tutto l’ambiente attorno.

DAY 3

Eccoci nuovamente alle prese son una guglia, questa volta una delle più famose, di sicuro la più conosciuta della Sardegna, l’Aguglia di Goloritzè. Dico a Luigi “non puoi non scalarla”, andremo lì. Io ritorno in quel luogo dopo circa 16 anni a scalare quello spettacolare monolite. L’emozione è stata grande, anche perché al tempo fu una delle mie prime avventure su una multi-pitch vista mare.

E anche ora lo spettacolo non è mutato, sempre grandioso e affascinante. Anche se volevo salire un’altra via torno a salire nuovamente “Sole Incantatore”: resta un itinerario spettacolare ma ormai inizia a risentire delle ripetizioni, essendo in diversi tratti unto dalle innumerevoli ripetizioni.

Si conclude così un viaggio che è stato sia nei luoghi che nell’anima. Ringrazio Luigi per le splendide giornate trascorse insieme, nutrendoci di roccia, sole e … blu!

Per chi fosse rimasto affascinato anche da queste semplici immagini, due i prossimi appuntamenti in terra sarda, con programmi “NO BIG” adatti anche ad arrampicatori non evoluti:

SETTEMBRE: dal 20 al 23 (iscrizioni entro il 15 agosto). Clicca qui per il programma

NOVEMBRE: dal 1 al 3

Per entrambi gli eventi posti limitati; dettagli scrivendo una mail a info@riccardoclimbing.com

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“Torre John Wayne”, Pizzo Intermesoli (“Le strutture”)

Via di approccio all’arrampicata sui Pilastri e alle Strutture di Pizzo Intermesoli. Piacevole e con tiri omogenei, su roccia da buona ad ottima, è tra le più ripetute della parete. L’ostica placca del primo corto tiro può essere agevolmente aggirata stando nel diedro erboso a dx (V-)

Materiale: itinerario sostanzialmente attrezzato, tornano tuttavia utili un paio di friend (verde, viola BD) e di sicuro cordini e fettucce per ridurre gli attriti.

“Torre John Wayne”, le “Strutture”, parete E, Pizzo Intermesoli

B. Moretti, M. Zitti, R. Ferrante, B. Vitale il 26/7/2003

170m 6L; TD VI+ max, VI- obb.; 6a max, RS2, II

RP dell’ 8/7/2019

Tracciato Torre John Wayne

Accesso

Dal piazzale di Prati di Tivo reperire l’inizio del sentiero che conduce alla Val Maone (sbarra in ferro) percorrerlo all’inizio in discesa, superare le sorgenti del Rio Arno e dopo circa 30′ pervenire in una zona aperta ed erbosa, dopo aver superato un grande masso erratico. Sulla dx evidenti le prime strutture della parete E del pizzo Intermesoli; reperire una traccia di sentiero che risale il margine sinistro del ghiaione che sottende questo tratto di parete (si veda foto)

Attacco

In corrispondenza della verticale di un grande ed evidente diedro ben visibile in alto, su una placca bordata a dx da un diedro erboso.

Relazione

L1 Attaccare la liscia placca  (fix), poi traversare a dx ed aiutandosi con il bordo e un buco salirla (fix), uscire su cengia erbosa e sostare. Sosta a fix (15m, VI+ evitabile a dx)

L2 Si traversa a dx, poi dritti seguendo gli spit; successivamente in leggero obliquo a sx, infine a dx puntando ad una sosta sotto un tettino. Sosta su fix (V+, 25m)

L3 A dx, a prenderete una fessura strapiombante (cl.), risalirla con bella arrampicata in spaccata (fix); una volta usciti in placca, in leggero obliquo a sx. Sosta a fix. (20m, V+)

L4 Dritti per una bella fessurina (fix), poi lungo l’evidente diedro (1 ch. e fix distanti) che si percorre per gran parte. Sosta su fix (45m, VI-)

L5 Ancora nel diedro (attenzione ad una grande lama instabile) fin sotto ad un tettino; lo si supera uscendo decisamente a sx (fix e possibilità di integrare), traversando su piedi buoni verso una sezione con roccia migliore (piccola clessidra), poi si torna dritti fino ad un ampia e comoda cengia. Sosta a fix. (30m, VI)

L6 Dritti ad uno spit accanto ad una fessura, poi in deciso traverso a sx (utile proteggersi prima di iniziarlo); di nuovo dritti fino alla base di un diedro-fessura. Lo si sale e poi in costante traverso verso sx, seguendo le protezioni, si perviene al filo di cresta. Sosta a fix (35m, VI-)

Discesa

In corda doppia. Con mezze corde da 60m: tre calate dalla S6 alla S4, dalla S4 alla S2, dalla S2 a terra. Tutte le soste sono comunque dotate di anello di calata.

 

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